Reveal

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Robbie Williams è per tutti un controverso cantante inglese. Una popstar viziata che ha scelto di “curarsi” con droga e alcool per alimentare quell’alone di star maledetta a cui agognano tutti coloro che, in realtà, non sembrano avere molto da dire musicalmente parlando. Ma colui che ha messo fine agli idolatrati Take That è molto altro. Anzi, è tutto il contrario. Le sue canzoni non escono dalla mente mercenaria di qualche autore fantasma vissuto nell’ombra di personaggi più famosi. Fin dagli anni Novanta, Robbie ha sempre continuato a scrivere canzoni anche nei momenti più bui, o sarebbe meglio dire, soprattutto nei suoi momenti più bui. Se in uno dei suoi ultimi brani è riuscito ad ammettere a sé stesso di amare la sua vita, il cammino fatto è stato lungo e travagliato sì, ma apparentemente anche pieno di grandi soddisfazioni. Come tantissimi altri protagonisti della musica mondiale anche lui ha visto il meccanismo del successo bloccarsi, ma lentamente è riuscito a rimetterlo in moto, rimanendo l’agitatore delle masse festanti che è sempre stato. Crescendo si dimenticano i giudizi impietosi sul peso o sulle poche capacità canore di alcuni critici ingenerosi e ci si focalizza su la musica, quella che racconta la verità senza troppi eufemismi. Perché una cosa di cui non ha mai avuto paura Robbie Williams è di dire le cose in faccia, in totale onestà, durante le sue interviste o nei testi delle sue canzoni. Non ha mai avuto bisogno di una mano alcolica per esternare pubblicamente tutto quello che pensa, neanche adesso che è un quarantenne padre di tre figli. Per tutto il resto, poi, fortuna che c’è sua moglie Ayda, che tiene le redini della famiglia …e i suoi testicoli in un barattolo sul comodino!

Rob, come lo chiama continuamente il coautore di questo libro, Chris Heath, è un cantante a cui difficilmente si vuole male, con l’eccezione di Bobby Gillespie dei Primal Scream che nel 1999 ammetteva di “volergli dare fuoco”. Rappresenta nell’immaginario collettivo il compagno di sbronze e senza filtri che col tempo mette la testa a posto per seguire le sue passioni, un narcisista patologico, un cialtrone tout court. Tutti in Italia lo ricordano come il “cicciabomba dei Take That”, come lo cantavano tanti anni fa Elio e le Storie Tese, ma di quel gruppo è sempre stato il più amato. Questa biografia si compone di numerosi episodi appetitosi che fanno sicuramente la felicità i suoi fan, ma anche di spunti simpatici per chi lo ha sempre apprezzato; si passa dalla attuale vita in una mega villa di Los Angeles a ricordi dei tour passati o di incontri, amorosi e non, nell’industria della musica. Fa sorridere pensare che lui e sua moglie sono diventati appassionati di Grande Fratello per evitare di imbattersi televisivamente in qualcuna delle ex conquiste del cantante britannico, che in passato non ha mai negato di avere avuto una vita sentimentale alquanto burrascosa. Proprio nella totale ammissione di quello che è stato è la chiave della rinascita di Robbie Williams e dell’attuale periodo d’oro che sta vivendo. Lui sa che avrebbe potuto finire come tante ex star del passato, depresso e invitato costantemente a programmi televisivi di difficile classificazione. Certo, di cavolate ne ha fatte e spesso per ripicca verso chi aveva intorno, come quando ha polemizzato con gli atteggiamenti da diva di Taylor Swift, o quando ha postato una foto nudo su Twitter per bucare la rete – non ascoltando il consiglio della moglie di evitare inutile clamore mediatico – in replica ad una provocazione di Kim Kardashian.



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