Ritorno a Bassavilla

Ritorno a Bassavilla
23 aprile 1916. L'ingegnere del genio Civile Vittorio Galli ha organizzato una conferenza dal titolo "Applicazioni di psicofisica in tempo di guerra" nel salone convegni del Dopolavoro Ferroviario di Bassavilla. Davanti ai curiosi, lo studioso torinese espone una bizzarra proposta: muovere guerra alla Germania e ai suoi alleati non solo con le armi convenzionali ma anche con la telepatia. La psicoguerra sarà attuata da gruppi di 5-10 persone o multipli che si concentreranno su singoli obiettivi inviando flussi di potenti energie negative verso la terra dei nemici. I volontari a Bassavilla - nonostante la perplessità - non mancano, ma quando il pensiero diventa un'arma ci vuole poco a farsi sfuggire le cose di mano e a dare vita a una catena di inquietanti eventi futuri... 26 aprile 1945, primo giorno di pace: ma le ostilità in Italia non sono del tutto cessate. Il pilota brasiliano Luiz Lopes Dornelles sta attaccando con raffiche di mitragliatrice la stazione di Bassavilla quando viene abbattuto dalla contraerea tedesca. Angelo Orsetti, tecnico del Telegrafo di Stato, si trova proprio nel punto d'impatto del caccia che sta precipitando, ma viene salvato da una misteriosa ragazza vestita in modo antiquato. Un fantasma? A pochi chilometri da Bassavilla, nel paese di San Salvatore Monferrato, c'è la bizzarra cappella mortuaria di Paolo Provera, classe 1850, che si suicidò su una sedia di cemento da lui stesso ideata e costruita per poter essere sicuro di essere inumato seduto... Un automobilista sorpreso da una furente grandinata decide di ripararsi sotto la tettoia di una villa notoriamente disabitata nella località di Moncalvo: qui inaspettatamente viene accolto da una famiglia che lo invita a cena. Mangia, beve e si addormenta e quando si sveglia assiste a una scena orribile: soldati tedeschi che massacrano la famiglia a colpi di baionetta. In preda al etrrore fugge e quando racconta l'episodio gli dicono che il fatto è successo veramente, ma nel luglio del 1944, e da allora nessuno vive nella villa maledetta...
Tornano le Cronache di Bassavilla di Danilo Arona, dopo la pubblicazione sulla webzine Carmilla e dopo una prima raccolta in volume: la formula - davvero afffascinante e peculiarissima - è quella di una sorta di docufition ("in buona parte fatti di cronaca, misteriosi e di dubbia interpretazione, su cui mi permetto di svisare, indossando in contemporanea l'abito dello scrittore e quello del cronista", come ha dichiarato lo stesso autore in una recente intervista). Contrariamente a Cronache di Bassavilla - nel quale l'attenzione di Arona era concentrata prevalentemente su un unico filone narrativo/d'inchiesta, quello relativo alle apparizioni generazione dopo generazione di uno 'spettro' di nome Melissa (ci perdoni il buon Danilo la volgare e inesatta sintesi) - qui gli argomenti sono più vari (anche se non manca qualche frammento sull'inquietante saga della biondina di Bassavilla, e addirittura un prequel nel quale se ne ipotizzano le radici e le cause) e probabilmente questo giova alla lettura. L'aneddotica 'misteriosa' è da sempre un ingrediente essenziale dell'immaginario collettivo, soprattutto in una provincia nebbiosa e gotica come quella di Alessandria (Bassavilla altro non è che il nom de plume della città piemontese), e in queste pagine di brividi e interrogativi senza soluzione non ne mancano davvero.

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