Ritorno a Berlino

Ritorno a Berlino

La “Caribe” nell’estate del 1956 continua ad imbarcare gente di ogni provenienza. Il vecchio transatlantico italiano percorre come al solito la rotta che collega Southampton a Genova e al Venezuela, luoghi distanti e differenti proprio come i passeggeri che si incontrano e tentano di stringere legami, per poter trascorrere più piacevolmente il tempo della traversata. Il rapporto con i coniugi Devon nasce proprio così, Eric e Nora sono seduti sul ponte e con sgomento si guardano intorno, i bambini che gridano in piscina, la musica che gracchia dagli altoparlanti, la pessima cucina, nulla corrisponde alla descrizione dell’agente di viaggio e non appena saranno di nuovo a Chelsea Nora scriverà al “Times” una pessima recensione. La traversata continua, tra una chiacchiera e l’altra, ma Eric raramente partecipa, rimane per lo più in silenzio, il viso magro, i gesti nervosi. Solo un argomento sembra scuoterlo dal suo torpore, appena sente nominare Berlino si desta all’improvviso, commentando sarcastico il comportamento ipocrita dei tedeschi. A peggiorare la situazione è l’ingresso nel gruppo di Herr Emil Grubach, tedesco di Colonia, che costringe un Eric sempre più torvo e nervoso a rimanere quasi tutto il giorno chiuso in cabina, facendo preoccupare ulteriormente la moglie Nora, che non conosce nulla del passato del marito…

Verna B. Carleton, scomparsa nel 1967, durante la Seconda guerra mondiale è stata costretta a trasferirsi in Messico. Di padre tedesco, non le fu difficile entrare a far parte del gruppo di esuli dalla Germania, artisti, fotografi, come lei fuggiti dagli orrori del Nazismo. Il libro, pubblicato inizialmente in America nel 1959 è stato riscoperto, per fortuna direi, dall’editore di Berlino Aufbau che ha ripubblicato l’edizione tedesca del 1962. Un romanzo non scontato, che prova a rendere giustizia ad un popolo e una nazione sconvolti da eventi tra i più tragici della storia dell’umanità, che prova a rispondere ad alcune delle domande che da sempre aleggiano: perché i tedeschi hanno permesso l’ascesa di Hitler? Perché hanno finto di non vedere, di non sapere? I coniugi Devon danno voce a modo loro alle contraddizioni e ai segreti di un’epoca storica violenta e dannata, riportando l’attenzione sui singoli, sugli individui che hanno scelto da che parte stare, che hanno determinato con le loro azioni il destino di intere famiglie e generazioni, che hanno conosciuto e che possono raccontare di una Germania che non esiste più, di quella che esiste ancora, di chi ha combattuto, di chi è scappato, di chi è rimasto nonostante tutto.



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