Ritratti in jazz

Ritratti in jazz

La musica di Chet Baker ha un inconfondibile profumo di giovinezza. Nelle sue note c’è tutto l’aroma della primavera, il soffio della vita che prepotente rinasce nonostante le battute d’arresto. Nel suo modo di suonare c’è qualcosa che fa nascere nel nostro petto un dolore quasi lancinante, come un vecchio ricordo piacevole che faccia capolino nonostante noi l’avessimo sepolto sotto strati di altri pensieri. Dolore e gioia si mescolano. E non potrebbe non essere così visto che Chet Baker è il James Dean del jazz. Billie Holiday ha fatto tremare il mondo con la sua voce, l’ha stregato e incantato con la sua magia, con il dono di portare chiunque l’ascoltasse in un “altrove” sconosciuto. Ascoltare When you’re smiling fa fiorire sul nostro viso l’identico sorriso che ha Billie mentre la canta, ci dà una marcia in più, e tutto il mondo sorride, magari non ce ne rendiamo neppure conto ma il creato sorride assieme a noi. Duke Ellington è stato un vero titano del jazz. La sua carriera è stata lunga e proficua, lontano dagli stereotipi del “genio e sregolatezza” a cui molti musicisti ci hanno abituati. Il suo repertorio è vastissimo, ha pubblicato moltissimi dischi, effettuato molte collaborazioni ed è realmente una pietra miliare nel panorama della musica jazz: scegliere un unico pezzo tra i suoi sarebbe realmente una operazione impossibile. Ognuno porta nel cuore quello che la musica gli trasmette…

Ritratti in jazz è un libro nato quasi per caso. Haruki Murakami, che non ha bisogno di presentazioni, ha visto un giorno del 1992 a Tokyo la mostra “Jazz” di Wada Makoto in cui l’artista giapponese ritraeva alcuni suoi idoli della musica jazz. La mostra è stata poi ampliata nel 1997 con “Sing” in cui i ritratti erano circoscritti ai cantanti jazz che Makoto ha amato maggiormente. L’idea di fondere le parole di Haruki Murakami e i disegni di Wada Makoto è stata una diretta conseguenza dell’amore smisurato che i due artisti giapponesi hanno per la musica jazz. Difficile è stato scegliere quali artisti inserire all’interno del volume. E qui il discrimine è stato del tutto personale: Haruki Murakami ha scelto quelli che lo hanno formato e cambiato nel corso della sua vita e della sua carriera di scrittore. Il volume è corredato di foto degli album in vinile che l’artista giapponese possiede di ogni singolo artista descritto. Leggendo Ritratti in jazz si entra in un mondo che pochi conoscono (se non gli amanti del genere), si scoprono autori e musicisti che non conosciamo, si ha la curiosità di ascoltare brani e performance live che mai sarebbero entrate nelle nostre playlist personali. E si torna indietro tra gli anni Trenta e Cinquanta, nei jazz club di tutto il mondo, a perdersi dietro gli assoli di Chet Baker, tra le note di Duke Ellington: un mondo di whisky e fumo, di sogni infranti all’alba, di amori impossibili. Un mondo sconosciuto sì eppure improvvisamente familiare.



 

 

 

 
 
 
 

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