Rivincite

Rivincite

Nel 1968 l’ondata globale di proteste dei giovani che vogliono cambiare il mondo per renderlo più equo e migliore raggiunge anche le elevate altitudini, favorevoli per le prestazioni atletiche, della capitale olimpica di Città del Messico, dove gli alfieri dalla pelle d’ebano di una nazione ancora con grossi problemi dal punto di vista dei diritti civili come gli Stati Uniti d’America, che però grazie alla loro abilità possono rimpinguare il medagliere, e in quel caso non si preoccupano del colore dell’epidermide, rivolgono un pugno al cielo. Un gesto che fa epoca, e che determina pesanti conseguenze… Otto anni dopo, sempre alle Olimpiadi e sempre nel continente scoperto da Colombo, ma molto più a nord, a Montreal, in Canada, una ragazzina della terribile Romania della cortina di ferro manda in tilt i computer: dopo il suo esercizio alle parallele asimmetriche non esce il punteggio perché non era previsto che qualcuno potesse fare 10 su 10. Ma lei è Nadia Comaneci. Garrincha, invece, prima di lei, è riuscito a diventare un asso del calcio nonostante una gamba offesa dalla polio, emergendo dalla povertà mordace del Brasile: una determinazione che ci cede al doping non si sogna neppure…

Lo sport non è solo una grande passione. È un’esigenza innata dell’essere umano. Perché fare sport è un bene per il fisico, ma ancor di più per la mente. Costringe a distrarsi dai problemi, li fa vedere dalla giusta prospettiva, senza che sia dato loro peso eccessivo. Aiuta a risolverli. Ma soprattutto è fondamentale perché insegna dei valori. Etici. Civili. Morali. Politici. Sociali. Culturali. Il rispetto per gli altri. Per sé stessi. Il convincimento che con impegno e costanza si possono ottenere i risultati sperati. La certezza che alla fine chi sbaglia paga, si afferma chi se lo merita, chi cerca il sotterfugio viene scoperto e punito. Rudi Ghedini, con prosa brillante e avvincente, ricca di dati, riferimenti e citazioni, quasi come se si trattasse di un romanzo ‒ o meglio di una raccolta di racconti, data la varietà dei temi, dei registri, dei livelli, delle chiavi di lettura e di interpretazioni, anche se è solido lo scheletro, il fil rouge che tiene unite tutte le storie, ovverosia l’idea del riscatto a partire da premesse sfavorevoli ‒ amalgama con pienezza e fierezza un’ampia serie di ritratti coloratissimi (Jim Thorpe, Cathy Freeman, straordinaria atleta aborigena, Althea Gibson, Muhammad Ali, che ha preferito il carcere alla guerra e che non si è dato per vinto nemmeno di fronte al Parkinson, Alice Milliat, Jonah Lomu, Jackie Robinson, Jürgen Sparwasser, Kareem Abdul-Jabbar, Diego Armando Maradona, l’angelo dalla faccia sporca, Florence Griffith, Gretel Bergmann, Georges Weah, che finalmente è riuscito a coronare il suo sogno di diventare presidente della Liberia, Colin Kaepernick, Peter Norman) da cui prende le mosse per un’analisi assai accurata della nostra società. Della sua evoluzione. Delle sue involuzioni.



0
 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER