Roba minima (mica tanto)

Roba minima (mica tanto)
Una breve biografia ragionata di Enzo Jannacci ci rivela che a quattro anni ha iniziato a suonare il pianoforte, che fin da ragazzino si guadagnava da vivere suonando in orchestre da ballo. Sorridiamo alle sue “prime incursioni nel mondo del pop” e alle sue amicizie tra cui Gaber, Tenco e Celentano. 24 Ore/Ehi!... Stella aprono la carriera musicale di Jannacci e Gaber, che uniti ne I Due Corsari debuttano con questi brani, incisi per la Ricordi nel giugno del 1959. E poi Corsari scozzesi, Una fiaba, Non occupatemi il telefono, L’ombrello di suo fratello, fino a El portava i scarp del tennis passando per Aveva un taxi nero, Veronica, Cosa portavi bella ragazza, Vengo anch’io. No, tu no ed oltre. Canzone dopo canzone, album dopo album, impariamo a conoscere l’anima segreta del Saltimbanco, come amava definirsi, scoprendo i retroscena, gli aneddoti, la storia intima di brani che hanno attraversato la canzone italiana per molti decenni…
“Vedi, Pedrinelli, io scrivo perché la mia vita mi ha insegnato certi valori. Perché mia mamma, sotto i bombardamenti, non correva in rifugio”. Così diceva Jannacci in una delle tante chiacchierate che ha condiviso con il giornalista, saggista e profondo conoscitore della canzone italiana nonché collaboratore di “Avvenire” Andrea Pedrinelli. “Ricordati una cosa Pedrinelli: con la coscienza non si traffica. Mai”. E compiendo il viaggio attraverso le duecentotrentatre canzoni debitamente analizzate e commentate, i ventotto album accuratamente approfonditi, ci rendiamo conto  di quanto le affermazioni di Jannacci siano vere, quanto la coscienza abbia contato nelle sue scelte, quanto i compromessi non gli siano mai piaciuti e la libertà abbia avuto un ruolo determinante. Un saggio prezioso che restituisce la verità sull’uomo, il medico, il musicista, l’artista, il saltimbanco che risponde al nome di Enzo Jannacci.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER