Roma in fiamme

Roma in fiamme

Roma, novembre del 63 dopo Cristo. Claudia Augusta, la figlia dell’imperatore Nerone e di sua moglie Poppea Sabina, muore dopo soli tre mesi di vita, per via di un morbo infantile incurabile. L’imperatore impazzisce dal dolore e il Senato fatica a comprenderne le azioni, mosse semplicemente dall’enorme dolore per la perdita dell’amata figlioletta. Neppure la sua deificazione voluta dai sommi sacerdoti riesce a placare il dolore del padre afflitto. Nel frattempo la guerra in Partia non sta andando per il verso giusto, dato che il princeps ha deciso di rimuovere il migliore generale a sua disposizione, Corbulone, per paura che diventi eccessivamente benvoluto e quindi potente. Seneca ha ormai perso il controllo sul suo discepolo e, nonostante ci siano anche rivolte antiromane in Giudea e un nuovo culto che mette in discussione la divinità dell’Imperatore in favore di un dio crocifisso, Nerone si occupa inspiegabilmente di tutt’altro. Ordina, ad esempio, al neo-governatore della provincia d’Africa Vespasiano di intraprendere una spedizione rischiosissima con i suoi uomini scelti per liberare circa duecento romani finiti schiavi di una popolazione locale. Una vera e propria missione suicida in terre inesplorate che cela pericoli ben maggiori…

Roberto Fabbri è uno scrittore svizzero naturalizzato britannico. È un esperto di sceneggiature televisive e cinematografiche e per ben venticinque anni si è dedicato anima e corpo all’antica Roma. Ha deciso, quindi, di mettere al servizio della scrittura la sua grande passione per l’Impero per eccellenza, dando vita così alla saga dedicata all’imperatore Vespasiano. Newton Compton ha già pubblicato numerosi suoi romanzi tra cui Il tribuno, Il giustiziere di Roma, Il generale di Roma, Il re della guerra, Sotto il nome di Roma, Il figlio perduto di Roma e La furia di Roma. Roma in fiamme ha venduto oltre cinquantamila copie finora in Italia e segue la scia dei precedenti. Il setting è quello di una Roma neroniana oramai prossima alla disgregazione. La vita politica è in tumulto e ovunque regnano intrighi di palazzo e battaglie intestine. C’è molta più tensione rispetto al solito e quindi la lettura risulta più avvincente, a scapito però del rigore storico tipico della serie. Vespasiano fugge senza sosta nel deserto per la sua sopravvivenza e a rischio della sua stessa esistenza si trova Roma, sotto il controllo di un folle come Nerone. I colpi di scena non mancano ma emerge, forse, un caos eccessivo nella narrazione storica, cosa che farà storcere il naso a più di un purista del genere.



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