Romanza senza parole

Romanza senza parole

Aleksandra Alekseevna è disperata: le condizioni di salute dell’amata madre sono peggiorate nelle ultime ore e lei non può aspettare oltre, deve assolutamente correre al suo capezzale e riuscire quanto meno a porgerle l’ultimo saluto. Deve quindi partire immediatamente con il primo treno disponibile per la Crimea, dove il fratello più giovane di Aleksandra aveva portato poco tempo prima la madre per tentare di risollevarla, anche se, purtroppo, neppure il clima più caldo aveva sortito alcun effetto. Aleksandra non si riesce a dar pace: le sembra impossibile che il momento tanto temuto stia arrivando, è da diverse notti che il pensiero della madre la tiene sveglia; ed anche lasciare di punto in bianco il marito devoto Pëtr Afanasjevič ed il figlio Alëša le amplifica il tormento. Si fa preparare in fretta e furia i bagagli, i documenti per poter viaggiare da sola, e lascia precise istruzioni alla bambinaia in merito alle uscite del piccolo e alla sua alimentazione, vietandole di dar retta al marito che spinge al vegetarianismo. D’altra parte il marito ha sempre avuto la sola ed unica passione dell’orto e dei fiori ed anche in questa occasione non sembra entrare in sintonia con la moglie visibilmente provata; appare come un uomo concreto e stabile, al contrario di Aleksandra, così sensibile agli eventi esterni, così preda dei moti della sua anima...

Sof’ja Tolstaja (1844-1919) è stata la moglie del grande scrittore Lev Tolstòj, con il quale ebbe ben tredici figli e visse per circa cinquant’anni, dando vita ad un’unione nella vita e nel lavoro ancora oggi ampiamente dibattuta; spesso contraddistinta da crisi e riconciliazioni, dominata dalla passione in tutte le sue sfaccettature, da frequenti separazioni più o meno brevi, da morti e gelosie, la vita fra queste due grandi personalità ci è nota dai numerosi scritti che portano la firma dei coniugi stessi e di alcuni loro figli; l’opinione si divide tra chi vede in Sof’ja una donna instabile, mediocre e poco amata dal marito e chi ne apprezza la forza e la saggezza e ne esalta l’aiuto ‒ innegabile ‒ offerto a Tolstòj nella copiatura e stesura delle sue opere. Sta di fatto che Sof’ja Tolstaja è una grande scrittrice e questa sua seconda opera, uscita nel 2010 in lingua tedesca (l’autrice stessa aveva espresso il desiderio che il romanzo uscisse postumo), in occasione del centenario della morte dello scrittore, ne è una prova innegabile. Un romanzo che, al di là degli aspetti che richiamano la biografia dell’autrice e che possono attirare l’interesse di tutti gli estimatori di Tolstòj, descrive in poco più che cento pagine un amore travolgente, una passione insanabile, che invischia il lettore e lo trasporta ‒ come una musica, che rapisce ed estrania ‒ fino all’ultima pagina. Un libro per animi romantici.



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