Rosso Noir

Rosso Noir

Italia, 1947. La guerra è ufficialmente finita ma nelle strade di città e nelle campagne ancora si combatte. Si tratta di una guerra nascosta e non convenzionale. Tra italiani. Una vera e propria guerra civile. Sulla facciata di un palazzo signorile spicca una targa di ottone: “Amedeo Anzoni – Notaio – Primo Piano”. Sono le sei di pomeriggio di un giorno qualsiasi e un gruppo di due uomini e una donna la fissa fino a quando la donna decide di rompere gli indugi e suonare il citofono. Dopo lunghissimi istanti, una voce cavernosa risponde e la donna afferma di dover registrare un testamento. I tre si precipitano di sopra nello studio del notaio e quando Anzoni domanda chi sia il de cuius, la donna, con una freddezza glaciale, risponde che il testamento è proprio quello del notaio stesso. I tre giovani sono Bruno, Attilio e Clara, rappresentanza ristretta della 197 Brigata Garibaldi, e si trovano là per eseguire la condanna a morte del maggiore della X Mas Amedeo Anzoni, responsabile della tortura e dell’omicidio di molti compagni partigiani. Bruno spara e in breve tempo i tre si dileguano. Una vendetta come tante in quegli anni che ha numerosi strascichi fino agli anni Settanta, dove i successori di fascisti e partigiani continuano a massacrarsi nelle strade e periodo in cui regnano impegno politico, creatività e sogni ma anche tanta violenza. Sono anni pesanti come il piombo in cui è impossibile avere meno di trent’anni senza essere incoscienti dato che le idee e le ideologie finiscono sempre per prevalere perfino sulla vita propria e altrui…

Italo Bonera è autore di romanzi di fantascienza come il distopico Ph0xGen!, scritto assieme a Paolo Frusca e finalista al premio Urania, e Io non sono come voi. Ha inoltre pubblicato l’antologia di racconti Cielo e ferro, sempre con Paolo Frusca. Rosso Noir è invece una nuova sfida perché l’autore abbandona il proprio genere di riferimento e si butta a capofitto negli anni di piombo con una storia che ha radici lontane e profonde. Un lavoro innanzitutto esemplare sotto il profilo della ricostruzione storica, dato che ha richiesto all’autore più di un anno e mezzo di studi sull’argomento. I veri protagonisti, più della lotta armata e dei personaggi, sono proprio gli anni Settanta con le loro atmosfere pregne di ideologia e anche di morte quotidiana. La narrazione è rapida e agile, quasi da fumetto pulp, in cui sono dosati con sapiente equilibrio ingredienti come vendetta, violenza, morte e sesso. I personaggi, tutti ben tratteggiati con le loro peculiarità, sono come palline di un flipper impazzite in un gioco più grande di loro che riserverà molte sorprese al lettore. Un ottimo bigino sugli anni Settanta, senza la “barbosità” didascalica degli sterminati saggi sull’argomento.



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