Rusty il selvaggio

Rusty-James ha quattordici anni e ci pensa eccome a quello che vuole fare, a dove vuole andare, anche se Steve gli ha detto che sembra una pallina dentro un flipper. Vuole diventare come il Motociclista, che poi è suo fratello, vuole essere un duro come lui, e restare calmo e ridere quando le cose diventano pericolose. È da Benny a giocare a biliardo quando il Nano gli fa sapere che Biff Wilcox lo cerca per ammazzarlo. Il motivo è di nessuna importanza, ma se Biff lo cerca, lui si farà trovare circondato da quelli della sua banda. Steve, il suo migliore amico, non è d′accordo: sono anni che non scoppiano lotte come si deve, e poi Rusty dovrebbe ricordarsi quello che il Motociclista ha detto delle bande. Ma suo fratello non c′è, è sparito da due settimane senza dire una parola, neanche se tornerà; niente di nuovo del resto: lui è così, taciturno, ma in grado di fare discorsi complicati che Rusty non riesce a comprendere, carismatico da togliere il fiato, capace di stare ore a leggere un libro e di risolvere in un attimo una rissa spezzando il polso di chi tiene il coltello. Così Rusty si presenta nel campo vuoto dietro il negozio di animali, ma ad attenderlo c′è Biff armato e fatto di droga…

Non stupisce la dichiarazione dell′autrice, in nota a fine romanzo, in cui si apprende che la sua intenzione era quella di usare il mito per scrivere una storia. Durante la stesura, la Hinton leggeva molta mitologia e si interrogava sul bisogno che l′uomo ha, da sempre, di questo particolare tipo di narrazione. Erano gli anni ′70. Rumble fish , questo il titolo originale, è un romanzo epico, con dialoghi minimali che dicono molto di più di quanto è scritto, e persino una comparsa che viene direttamente dal mondo degli eroi, Cassandra, a cui bisogna credere, perché “Lo sai che cos′è successo a quelli che non hanno creduto a Cassandra”. I pesci combattenti del titolo sono una particolare specie che si azzuffa in mancanza dello spazio vitale. Per divertimento, direbbe il Motociclista, perché divertirsi è prima di tutto distrarsi dalla realtà. Quando la vita di Rusty precipita – prima l′espulsione da scuola, poi la ragazza che lo lascia, la scoperta amara della verità su sua madre e sul suo terrore di rimanere da solo, per finire con la perdita del suo ruolo nel Branco – è il padre a chiarirgli le cose: ci sono persone che hanno solo la parte sbagliata nell′opera teatrale dell′esistenza. Ma lui non riesce a capire, ha bisogno di parole più semplici. Centotrenta pagine che valgono per cinquecento, e non per noia, per densità; un romanzo da leggere e rileggere, da cui Francis Ford Coppola nel 1983 ha tratto un film altrettanto indimenticabile.



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