Ryanair

Ryanair
Come ha fatto una microscopica compagnia aerea irlandese fondata da un'azienda che affittava jet a diventare il più importante vettore aereo low-cost in procinto di 'aggredire' anche il mercato delle rotte intercontinentali? Quali idee, quali strategie, quale caparbietà hanno portato il manager Tony Ryan a impegnarsi persino la casa per costruire un impero finanziario? Come si mantiene una compagnia aerea no-frills? Quali accordi bisogna stabilire con gli aeroporti per sopravvivere? Che tipo di contratti e stipendi ha il personale di una compagnia a basso costo? I voli low-cost sono sicuri? Come si è svolta l'ascesa dell'attuale massimo dirigente di Ryanair, Michael O'Leary?
Un aneddoto fotografa con esattezza il controverso rapporto che il boss di Ryanair, il vulcanico Michael O'Leary, ha con i suoi clienti: aeroporto londinese di Stansted, check-in del volo per Cork in ritardo di qualche ora, tensione che si taglia con il coltello tra i viaggiatori in attesa. Proprio in quel momento appare O'Leary che sta rilasciando un'intervista dai toni trionfalistici a un'emittente televisiva. Un passeggero infuriato gli si avvicina e lo rimprovera per il ritardo dell'aereo e per la mancanza di informazioni in merito. In quel modo, aggiunge sbuffando l'uomo, la Ryanair sta rovinando il weekend con i familiari a lui e ai suoi compagni di viaggio. O'Leary non fa una piega e gli chiede: "Ogni quanto tempo va a trovare i suoi familiari a Cork?" "Mah, qualche volta l'anno", fa il tipo. E O'Leary di rimando: "E quante volte andava a trovare la sua famiglia prima che ci fosse Ryanair?" "Soltanto una volta l'anno, forse meno". O'Leary alza gli occhi al cielo, allarga le braccia e sbotta: "Con tutto quello che ho fatto per lei, viene a lamentarsi di un ritardo?". E' lo stesso O'Leary che afferma come fosse un vanto che nell'Ufficio relazioni con il pubblico di British Airways lavorano 200 idioti, mentre in quello di Ryanair lavorano 3 persone delle quali 2 part-time, o quello che durante le riunioni di lavoro insulta e umilia i propri collaboratori. Ma è anche il manager che - dopo l'intuizione geniale del fondatore della compagnia aerea low-cost, il vulcanico Tony Ryan - ha saputo conquistare fette di mercato sempre più grandi e creare un impero, che ha trasformato i viaggi aerei da lusso a fenomeno di massa, che non di rado si rimbocca le maniche e va ad aiutare il personale che carica le valigie sugli aerei o quello al check-in. Il saggio di Siobhán Creaton, reporter finanziaria dell'Irish Times, descrive con arguzia e precisione entrambe le facce della Ryanair, guidandoci alla scoperta di una delle aziende più interessanti, dinamiche e controverse della storia del capitalismo europeo.

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