Sadie

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West McCrey è un popolare conduttore radiofonico della WKNR. Un giorno riceve una telefonata da Cold Creeck, un paesino sperduto del Colorado: una donna chiede disperatamente il suo aiuto, in quanto personaggio pubblico, per ritrovare Sadie Hunter, una ragazza scomparsa che per lei era come una nipote. A May Beth, la donna che chiama, non serve molto per convincere West ad indagare, il suo capo addirittura decide di fare un podcast raccontando passo passo la ricerca, dall’arrivo a Cold Creeck alla visita al parcheggio di roulotte dove Sadie viveva con la sorellina, il luogo da cui è sparita. Se n’è andata di casa dopo il brutale omicidio ancora irrisolto della sorellina Mattie, uccisa a soli tredici anni, a pochi passi dal parcheggio. Dal quel momento la diciannovenne, che viveva con la sorellina, anzi, per la sorellina, dopo l’abbandono della madre – tossica alcolizzata e dio sa cos’altro – ha come unico scopo trovare l’assassino. Le due ragazzine, anche con l’aiuto di May, avevano più o meno ricreato un equilibrio, anche se per Mattie l’unica cosa importante era ritrovare la sua mamma. Claire, che dopo tre mesi di silenzio ha mandato una cartolina, indirizzandola solo alla figlia minore, da Los Angeles, scrivendo poche parole: “Vorrei che tu fossi qui, fai la brava”. Tanto è bastato perché il fragile mondo della bimba andasse in pezzi, nonostante May Beth, nonostante Sadie le avesse spiegato che la mamma aveva una malattia che la portava a non essere affidabile, nonostante tutto. Mattie, indifferente a qualsiasi ragionamento, da quel momento ha un unico scopo: andare a Los Angeles e trovare la sua mamma. Sadie sa, e ha cominciato la sua caccia, inseguendo qualcosa che solo sei conosce, a West non resta che cercare di capire dove il suo segreto l’abbia portata…

Sesto romanzo della canadese Courtney Summers, che ha sfidato anche se stessa, con una forma narrativa davvero difficile da esporre, il romanzo viaggia su due binari paralleli seppure non perfettamente contemporanei. Da un lato il podcast, che peraltro è ascoltabile sul sito dell’editore (https://us.macmillan.com/podcasts/podcast/the-girls-find-sadie/), raccontato dal conduttore radiofonico, con la trascrizione delle telefonate intercorse fra lui e le varie persone coinvolte nella vicenda, dall’altro la narrazione in prima persona di Sadie. Un romanzo duro per gli argomenti che tratta, per come lascia capire quante ragazze scompaiano senza che nessuno le trovi, o peggio che nessuno le cerchi. Vite che come quella di Sadie paiono svanire in un buco nero di dolore, di sete di vendetta che possa placare anime distrutte. È duro anche per le descrizioni di quello che racconta Sadie, perché ad ogni riga ci si ricorda che è una ragazzina, sola, a cui è stata strappata la persona più importante, e sono cose che sarebbero tremende anche accadessero ad un adulto, figuriamoci ad una ragazzina che nei suoi pochi anni ha conosciuto solo l’abbandono e l’amore non corrisposto – quello nei confronti della madre e della sorellina, perché quello per il padre non esiste, non è mai esistito. Eppure lei, nella sua caccia all’assassino, dice che sta cercando suo padre. Pieni voti alla trama quindi, mentre il gioco della doppia narrazione non è perfettamente riuscito. Lo stile ovviamente cambia e la lettura non risulta omogenea, distrae soprattutto perché non in contemporanea. Nel complesso un romanzo che pur non catturando completamente, si legge volentieri.

 


 

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