Saggi

Saggi

Il metodo di critica letteraria di Sainte-Beuve consiste nel “separare l’uomo e l’opera”. Di uno scrittore si deve ricostruire il privato, conoscerne i comportamenti, le abitudini, le frequentazioni, i rapporti con il sesso. Ma così si rischia di riprodurre l’aspetto esteriore di un autore, non la sua interiorità creativa. Il lavoro critico finisce, in questo modo, per essere menzognero… Quali profonde motivazioni hanno spinto il distinto signor Henri van Blarenberghe a uccidere a pugnalate la cara madre e poi a suicidarsi con un colpo di fucile? L’orrore per il mondo, la consapevolezza della infelicità dell’uomo o un’espiazione sacrale dell’impurità esistenziale… Flaubert è stato sicuramente un innovativo maestro di stile: dall’impiego dei tempi verbali, in special modo l’imperfetto, alla maestria nel deformare la sintassi per adattarla alla sua personale visione della vita. Peccato che nelle sue opere non ci sia una “sola bella metafora”… Purtroppo Ruskin è morto senza aver potuto, dopo La Bibbia di Amiens, scrivere altre pagine sulle cattedrali di Rouen e di Chartres per le quali nutriva grande attenzione. Chissà cosa avrebbe potuto dire di questi due spettacolari monumenti…

C’è un Proust romanziere e c’è un Proust saggista: l’uno si rispecchia nell’altro. È questa la sensazione che si ha nel leggere i numerosi testi – scritti di critica letteraria, recensioni, cronache mondane ‒ raccolti da il Saggiatore, nei quali emerge con chiarezza l’estetica proustiana. L’autore della Recherche si conferma acuto e sensibile conoscitore della letteratura: descrive con occhio esperto lo stile di un Flaubert o di un Baudelaire o di un Ruskin, polemizza con pungente sarcasmo con un recensore alla moda come Sainte-Beuve al quale non perdona le pose divistiche né una certa compiacenza affettata. Per lui l’arte è qualcosa di liturgico, è sofferenza, forse speranza di redenzione. Nell’addentrarsi in questa sterminata raccolta non si ritrovano solo le atmosfere decadenti e quello stesso sentimento di nostalgia per ciò che non c’è più de Alla ricerca del tempo perduto, ma si respira l’aria della società parigina in tutta la sua mondanità. Saggi è un’operazione editoriale importante perché completa la conoscenza di una delle più grandi personalità letterarie a cavallo tra ‘800 e ‘900 sia sotto l’aspetto intellettuale che quello psicologico. Imperdibile per ogni lettore di fede proustiana.



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