Sal

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Regno Unito, foresta di Galloway. Sal e Pepa si addentrano nella foresta, sempre più lontano dai centri abitati. Sal costruirà una capanna, farà due giacigli, raccoglierà la legna, accenderà un fuoco e poi andrà a caccia di conigli o a pesca, esattamente come spiega il Manuale di sopravvivenza del Sas. Se ne staranno lontane, mentre di sicuro tutti le stanno cercando fino a che non verrà il momento giusto per prendere Maw, che oramai le crederà morte, per portarla via con loro. Sal ha tredici anni e ha ucciso il compagno della madre Maw, pugnalandolo alla gola per tre volte e poi è fuggita assieme alla sorellina Pepa. Ha programmato l’omicidio e la fuga nei minimi dettagli, acquistando tutta l’attrezzatura su Amazon con le carte di credito di Robert, mentre lui giaceva strafatto sul letto, e poi ha seguito un sacco di tutorial su Youtube. Robert picchiava sua madre; Robert la costringeva a fargli cose che Sal non avrebbe mai voluto fargli; Robert le diceva che altrimenti avrebbe costretto anche Pepa a farle. Così Sal ha deciso. E ora sono fuggite nella foresta per evitare che i servizi sociali le separino. L’inverno è rigido e la natura selvaggia. Ma Sal è convinta che ce la faranno. Nella foresta, dove non dovrebbe esserci nessuno, incontrano Ingrid, un’anziana tedesca che dopo aver lavorato per molti anni come dottoressa in un villaggio, ora vive da eremita in una capanna poco distante. Le tre donne iniziano una convivenza fuori dal mondo e dal tempo, in attesa che arrivi il momento giusto per rapire Maw. Sal è ancora una bambina, eppure è adulta anche se molto fragile. Certe volte, le sembra che tutto scompaia. Sente dei colpi che fanno male al petto o nella testa. Si sente svanire e guarda tutto da uno spazio nero. Ma questo è un segreto tutto suo, che non racconterà a nessuno. Non a Maw, non a Ingrid e tanto meno a Pepa…

“Come ti senti non conta. Quello che conta è sapere le cose e fare le cose.” Sal è una ragazzina pragmatica. Lo è sempre stata, ha dovuto diventarlo con una madre alcolizzata che si accompagna a un uomo drogato e pedofilo. La maggior parte delle cose che sa le ha imparate su Wikipedia e sui siti web, giocando d’astuzia e in segreto. Sal ha unico obbiettivo: salvare sé stessa e sua sorella da quel mondo nel quale ha sempre vissuto e che la considera strana o la tratta con violenza. Da sempre, ha badato alla sorellina, preservandola da ogni sozzura o pericolo, sacrificandosi purché a Pepa venga risparmiata qualsiasi sofferenza. Ma la natura, pur maestosa, sovrana e divina come quella di un parco naturale scozzese, può essere molto pericolosa. Può farti male, perché è così che vanno le cose nel mondo selvatico. Il primo romanzo di Mick Kitson, giornalista, insegnante di inglese e, negli anni Ottanta, fondatore assieme al fratello Jim della pop band The Senators, è una storia che ci parla di amore tra sorelle, amicizia e coraggio. Una storia senza tempo, quindi, nella quale il nemico cambia faccia e aspetto, ma che ha la stessa spietatezza di sempre. Nel cerchio di Sal, oltre che alla piccola Pepa, ci sarà sempre posto per la madre Maw, purché la smetta di bere, purché non metta a repentaglio la loro sicurezza. Però questo non è sicuro, perché Maw è come la mamma della vecchia Ingrid e che tutti chiamavano “Rabenmutter”, madre corvo, perché si dice che i corvi non badino ai loro piccoli, esponendoli al pericolo. La storia di Sal è quindi struggente, per quel suo limpido coraggio e amore incondizionato, per quel suo lanciarsi nel vuoto pur di salvare le persone a cui vuole bene. Di storie così, ecco, al giorno d’oggi ce n’è davvero bisogno.



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