Sangue – La maledizione dell’eterno

Sangue – La maledizione dell’eterno

Sangue, sangue, sangue. Sua madre non riesce a pensare che a quello da quando è stata morsa. È accaduto una notte di sedici anni prima, alla vigilia di Natale, con lei ancora in fasce e i nonni ignari di tutto in camera da letto. Da lì in poi le loro esistenze sono state contrassegnate da liquido rosso e tanto dolore, morti misteriose che costringevano la famiglia a cambiare città quasi come si trattasse di un abito. Niente scuola, niente amici, neanche l’ombra di un fidanzato: questa è stata finora la vita di Eveline Paine. Ma anche il corso tumultuoso di un fiume a volte può cambiare, e nella nuova città sua madre non è l’unico vampiro ad aggirarsi per i vialetti alberati; la sua ultima vittima ha destato l’attenzione di qualcuno, i Calende e loro tradizioni millenarie non transigono sulle regole: niente vittime umane, e se proprio si deve uccidere tutto deve essere tenuto segreto. Se non fosse per l’intervento di Kyle sua madre stavolta non avrebbe scampo, è una fuorilegge, ma grazie a un segreto del passato avrà un’altra possibilità…

Dietro l’efficace pseudonimo anglofono di Bree J. Hunter si cela in realtà una giovanissima scrittrice italiana già nota per il suo esordio Il Dono, del 2017, primo volume di una trilogia urban fantasy con protagonista una giovane dalle potenzialità nascoste. Sveliamolo subito: Sangue non è il sequel, il target rimane però lo stesso, e dei suoi coetanei Bree sembra intercettare perfettamente desideri e aspirazioni. Tra gli esseri soprannaturali prescelti per il suo ultimo lavoro ci sono i vampiri, che si sa sono esseri immortali ma mai quanto le storie narrate su di loro, e mai assetati quanto i giovani fan che si nutrono di avventure paranormali, alcune più fortunate (vedi Twilight o The Vampire Diaries), altre meno riuscite (si potrebbe citarne parecchie, ma sarebbe poco elegante), altre ancora con giudizio sospeso fino al prossimo volume, e potrebbe essere questo il caso. Se vecchi trucchi antivampiro come aglio specchio e luce solare sono ormai decaduti, alcuni tópoi narrativi sembrano invece diventati obbligatori per la buona riuscita di questo genere, a cominciare dall’ambientazione e dai nomi anglofoni, passando per l’innamoramento tra i due giovani protagonisti, che è necessario quanto i canini ai discendenti di Vlad per mordere il collo dei malcapitati. La copia di Romeo e Giulietta che Eveline tiene sempre con sé è emblematica nel riassumere il tono romantico che l’autrice ha voluto dare alla trama, e nel finale colpo di scena: si riaffaccia una vecchia conoscenza de Il Dono, ma questa è una chicca che lasceremo scoprire ai lettori.



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