Sangue dal cielo

Sangue dal cielo
Nuoro, novembre del 1889. L'avvocato Bastianu Satta, famoso in Barbagia anche per le sue creazioni poetiche, da qualche giorno non riesce a dormire. A funestare il suo sonno arriva la visione del padre, morto in un naufragio quando lui aveva appena cinque anni, accompagnata dal rumore della pioggia, che scende dal cielo senza tregua: acqua rossa, sporca della sabbia del deserto, che tinge la terra e l'anima di cattivi presagi. E i brutti pensieri sembrano concretizzarsi quando a bussare alla porta di Bastianu arriva Franceschina Pattusi, zitella già avanti con l'età, venuta a raccomandare suo nipote Filippo Tanchis, accusato dell'omicidio di Bobore Solinas, un tipo ambiguo, che amava ficcare il naso negli affari degli altri. Suo malgrado, Bastianu si ritrova invischiato nel caso, anche a causa del bel viso dell'altra zia del carcerato, Clorinda, di cui lui si invaghisce a prima vista. Sono troppe le domande irrisolte che non convincono l'avvocato: come può Filippo aver ucciso un uomo che era due volte più alto e grosso di lui? Si tratta di malattia mentale, una specie di schizofrenia che altera il suo animo, o c'è qualcos'altro sotto? Il mistero si infittisce quando Filippo si toglie la vita in galera, tagliandosi entrambi i polsi con un coltello: un'operazione tutt'altro che facile, anzi quasi impossibile, che getta un'ombra di sospetto su quel suicidio. Forse qualcuno ha voluto tappare per sempre la bocca al ragazzo perché non rivelasse quel che sapeva... 
Sangue dal cielo è il secondo romanzo della trilogia dedicata a Bastianu, un personaggio di straordinaria sensibilità, ispirato a un avvocato-poeta realmente esistito a Nuoro, Sebastiano Satta. Bastianu è un precursore dei tempi, uno che non sopporta le chiacchiere di paese e i giudizi su cui si fonda l'ordine sociale in cui vive. Come prima cosa si batte contro l'ignoranza, e costringe chi ha intorno ad abbandonare i propri preconcetti e a scavare fino in fondo alle cose, arrivando alla verità con la sola forza del raziocinio. Eppure questa è un'operazione che costa cara a Bastianu, che ama la sua terra e i suoi abitanti, le sue tradizioni e la sua unicità, e si trova sempre diviso tra questo mondo e la sua visione della realtà. Con uno stile coinvolgente e maestoso, intriso di dialetto sardo e ricercato, che vola alto specialmente nel descrivere la natura e i moti dell'anima, Marcello Fois intesse non si limita a tessere una trama gialla perfetta, ma ci regala un grande affresco storico della Sardegna di fine Ottocento e una potente analisi interiore applicata ad un intero popolo.

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