Sangue e plusvalore

Sangue e plusvalore
Parigi, seconda metà dell’Ottocento. La guerra civile infuria e divide il popolo francese tra rivoluzionari che inneggiano alla Comune e versagliesi che intendono ripristinare l’ordine pubblico (cioè, in soldoni, la proprietà privata). Niente esclusione di colpi, nessuna efferatezza è eccessiva in un luogo e in un momento storico in cui non basta sconfiggere il nemico: bisogna annientarlo. Daniel Pieper, fotografo americano, decide di venire in Europa a documentare il massacro: attività temeraria da svolgere sotto le pallottole fischianti, in fuga tra i cumuli di macerie e di cadaveri, ma che può dare l’occasione di incontrare Karl Marx, filosofo tanto famoso quanto inviso ai poteri politici ed economici dominanti, prima fatto fuori dall’università e poi costretto all’esilio. Tramite lo sguardo della sua teoria Pieper potrà inquadrare gli scontri parigini in un’ottica diversa, e forse saperne di più su suo padre, che era stato un suo grande ammiratore e amico...
Be-lli-ssi-mo. Pensato bene e scritto meglio, questo sorprendente romanzo di Luca Cangianti - laureato in filosofia e in sociologia - che ha per protagonista niente di meno che il pensatore di Treviri, ne ha per tutti i gusti: che cosa vi piace? I lupi? I vampiri? La guerra? La critica al capitalismo yankee? Allora questo libro fa per voi: con una miscela fortemente originale (magari un po’ sincretica: ma che importa? Non è l’identità di genere che interessa all’autore, e il risultato gli dà ragione), questo libro porta una delle filosofie più controverse al centro di una narrazione coinvolgente, che sa essere leggera senza banalizzare. Basato su una solida conoscenza delle fonti e del contesto storico.

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