Sardignolo

Sardignolo
Mariano vive nell’arcipelago della Maddalena. Non quello della Gallura, ma un altro, quello in mezzo all’estuario del Saint-Laurent, tra le Gaspésie e Terranova. Ha una figlia di nome Thaita. È un sardo che è emigrato tanti anni fa dalla sua amata isola. Anche Bachisio è un sardo, ma lui dopo aver vissuto all’estero per tanto tempo ha deciso di fare ritorno nella sua terra per fare il cinematografo. Un giorno Bachisio chiede a Mariano, tramite lettera, di raccontare della sua meravigliosa Sardegna. Mariano è un po’ sorpreso di questa strana richiesta; come si può descrivere la propria terra quando ormai si vive così lontani? Nonostante i dubbi, Mariano accetta la sfida e inizia a raccontare della sua terra. Alla fine della prima lettera, Mariano vuole rispondere alla domanda di Bachisio: "Che significa sardignolo? E mi devo offendere quando mi chiamano così?". Mariano decide di rispondere citando il dizionario: “sardegnolo è aggettivo comune; sardo; specie di animali; asinello sardo; spregiativo o scherzoso, riferito a persona”. Concludendo che se un sardo si vuole offendere perché viene chiamato sardignolo, lo può fare tranquillamente, ma Mariano afferma che l’asino gli piace molto, è paziente, ha la carne dolce, ed più intelligente di quell’idiota del cavallo. Inizia così il racconto della terra sarda, delle sue tradizioni e soprattutto dei luoghi comuni su chi la abita...
Alberto Mario DeLogu è nato in Sardegna. Da vent’anni vive tra Europa e Nordamerica. Oltre ad essere agronomo, economista e broker internazionale, DeLogu è uno scrittore, autore di diverse decine di saggi e articoli tecnico-scientifici. È stato tra i fondatori di una scuola di teatro stabile. Ha recitato per il Pirandello Theatre Society di Toronto, è caporedattore del periodico Trentagiorni.com e collabora con tanti altri siti. Ha pubblicato due raccolte di poesie, nel 2005 ha vinto il premio Gramsci con il poemetto in lingua sarda “S’iskeras” ed è membro del comitato editoriale dell’associazione degli scrittori italo-canadesi. Insomma DeLogu è – come definisce lui stesso i due protagonisti del libro - un emigrato felice, che ha trovato il suo successo all’estero e che ogni tanto si affaccia sul mar di Sardegna a ricordarci come noi sardi viviamo o ci illudiamo di vivere. Il titolo Sardignolo fa credere che si tratti di un libro destinato e consigliato a tutti i “continentali”, per far conoscere la Sardegna e il suo popolo. In realtà sin dalle prime pagine si scopre che Sardignolo è dedicato soprattutto ai sardi. A tutti quei sardi che vivono di luoghi comuni e di attese, che vivono semplicemente di espedienti e spesso anche di illusioni. Quante volte abbiamo sentito sardi definire la loro isola paradiso terrestre? O semplicemente affermare che la Sardegna è una terra bellissima ma che non offre niente?  E che i sardi sono un popolo ospitale? Il DeLogu utilizza un linguaggio molto semplice, parafrasando spesso in lingua sarda – la cosiddetta limba dei gaggi - dispregiando e deridendo i cultori del “come si vive qui in Sardegna non si vive da nessun altra parte”. Mariano poi, protagonista forte ed esemplare, insinua dubbi facendo paragoni tra la Sardegna e le altre isole che nel mondo si sono distinte per il progresso e l’economia – vedi Inghilterra, Giappone e tante altre isole minori. In Sardegna ci sono ancora luoghi e paesi che sono sconosciuti, che non hanno il collegamento ad internet. Ci sono luoghi dove la posta arriva solo una volta a settimana. I collegamenti funzionano da schifo. I treni ancora vanno avanti a gasolio e per percorrere meno di 90 km ci vuole circa 1 ora e 20. Spesso, nelle piccole frazioni dei comuni principali sardi, una corriera compie corse ogni 4 o 5 ore. Però noi abbiamo il mare più bello! Però, noi abbiamo il clima più bello! Però … tutte le frasi in Sardegna iniziano con un però e un ma, quasi a dover trovare una giustificazione al fatto di essere un popolo che nel tempo ha perso tutto il suo orgoglio. Un popolo che si accontenta di vivere di stenti e di ricordi. Un popolo che pare aver dimenticato la sua storia e la fierezza. DeLogu ti trascina in una verità che fa male. Una verità che fa rabbia, che rattrista e regala lacrime di delusione. Raramente si incontra un giovane che sappia parlare il sardo, però siamo tutti bravi a usare i vocaboli inglesi in ogni frase, tradendone spesso il reale significato. Quante verità in questo libro. Un piccolo capolavoro di critica costruttiva al popolo sardo moderno che vive del “bisogna accontentarsi”. Sarà ormai questo che ci distingue?

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