Scalate nelle Alpi

Scalate nelle Alpi
"Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso di amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai. Ma anche questo non è che un altro episodio. Sceso a valle cercherò subito un'altra meta. Se non esisterà la creerò". Così scriveva e pensava Giusto Gervasutti, mito dell'alpinismo italiano, soprannominato il Fortissimo per la sua capacità di sintesi tra l'abilità su roccia degli arrampicatori dolomitici e la conoscenza dell'alta montagna dei ghiacciatori occidentali, una capacità che gli permise di portare a termine scalate fino ad allora impensabili (una fra tutte: la salita della difficile e selvaggia Parete Est delle Grandes Jorasses con Giuseppe Gagliardone nel 1942).
Giusto Gervasutti morì come era vissuto, scalando il 16 settembre 1946 il Mont Blanc du Tacul. Solo qualche mese prima aveva pubblicato questo memoriale delle sue imprese, un classico della letteratura alpinistica che CDA & Vivalda ci ripropone ora con la consueta cura editoriale e grafica. Una testimonianza appassionante e fascinosa anche per chi non annovera l'alpinismo tra i suoi hobby abituali.

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