Sciamanesimi

Lo sciamanesimo è un insieme di credenze che unisce magia e religione e costituisce il legame tra il mondo degli uomini (terrestre), il mondo dei morti (sotterraneo) e quello delle divinità (celeste). Nello sciamano coesistono sostanzialmente tre ruoli fondamentali: mago (partecipa alle cerimonie, è giudice nelle questioni tra i vari clan), guaritore (conosce le piante medicinali e chiede alla divinità la guarigione di un membro della sua comunità) e psicopompo (accompagna i morti nell’aldilà). Sulle origini dello sciamanesimo si seguono due teorie fondamentali, la “diffusionista” che stabilisce la sua nascita nelle regioni settentrionali euroasiatiche (Mongolia, Siberia, Lapponia) e la tesi “evoluzionista” che considera lo sciamanesimo il “primo livello di sviluppo delle religioni” cioè “la prima manifestazione religiosa dell’animismo, dopo il totemismo”. Il mezzo attraverso cui lo sciamano svolge la sua missione è la trance, che Gilbert Rouget per primo distingue in “sciamanica” e di “possessione”, descrivendo la prima come una trance volontaria che si manifesta attraverso “il viaggio dell’uomo verso lo spirito” dove il soggetto domina lo spirito in lui incarnato. La trance di possessione è invece involontaria poiché è “la visita di uno spirito o una divinità presso gli uomini” in cui lo spirito domina il soggetto. Indagando lo sciamanesimo dei Sami (Lapponi) e dei finlandesi si scoprono differenze e analogie…

Alessandra Orlandini Carcreff è dottore di ricerca in Letteratura francese e comparata alla Università Paris-Sorbonne e si interessa di letteratura di viaggio. Il saggio di cui trattiamo mostra la sua attenzione verso la civiltà ugro-finnica e in generale per le tradizioni e la mitologia nordiche. Quando pensiamo alla figura dello sciamano probabilmente non pensiamo al popolo Sami o alla Finlandia, né alla Siberia o alla Mongolia, ma ci immaginiamo una cultura più esotica, ignorando che la nascita dello sciamanesimo è in realtà euroasiatico. La lettura di questo saggio non lunghissimo è estremamente coinvolgente, non solo per chi si interessa di antropologia ma anche per chiunque abbia fame di sapere e curiosità culturale (ritratto del perfetto lettore). Scopriamo che il primo antropologo che scrisse le parole sciamanesimo e sciamano è stato l’italiano Paolo Mantegazza nel 1881; scopriamo che oltre al Walhalla di Odino e Thor, da cui la Marvel ha tratto una serie di fumetti prima e di blockbuster cinematografici poi, esisteva anche un pantheon lappone con Tiermes Dio del tuono, Immel Dio supremo e Baivve Dio del sole e padre della luce (dèi che in finnico hanno altri nomi ma stesso ruolo). Tale mitologia è stata raccontata nel poema epico Kalevala, scritto da Elias Lönnrot a metà del XIX secolo. Sopravvive ancora oggi, sia in musica sia in letteratura qualche sprazzo della tradizione finlandese. Impossibile non ricordare i romanzi di Arto Paasilinna, lappone di nascita scomparso da poco, che nel suo L’anno della lepre recupera un antico rituale sami facendo bere al protagonista Vatanen il sangue di un orso da lui stesso ucciso; giova ricordare anche Il figlio del Dio del tuono, forse il suo romanzo più vicino allo sciamanesimo. Che sia per interesse o per pura curiosità leggere questo saggio è cosa buona e giusta, come d’altra parte è sempre l’interessarsi ad altre culture, per allargare il nostro orticello individuale e a volte individualista.

 


 

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