Se ami qualcuno dillo

Marco si trova con il suo gruppo del centro sperimentale di cinematografia a Tivoli, dopo una notte passata a girare le scene di un piccolo, grande film, low budget, che nel gruppo e con il suo amico Eros chiamano “campeggio cinematografico”. Si sveglia non appena sente il suono del cellulare ed è convinto che sia il suo agente, visto che ha da poco fatto un provino a Londra. Si figura già tutto, meno quello che in realtà lo riporta con i piedi per terra. Al telefono c’è il fratello Giulio che gli dice che suo padre Sergio ha avuto un infarto. Lo stanno portando all’ospedale San Camillo in elicottero. Per avvisare Eros è costretto a svegliarlo, sale in macchina e parte per tornare a Roma il più velocemente possibile, tant’è che arriva in contemporanea con l’elicottero. Sergio viene portato con urgenza in sala operatoria, per quattro volte il suo cuore si arresta e, quando ormai i medici pensano di desistere, ricomincia a battere e si stabilizza. Mentre sono in attesa di notizie, Marco e Giulio, in sala d’attesa, assistono alla sfilata di parenti, amici, donne, ex moglie. C’è anche Gabriella, l’attuale compagna di Sergio, che approfitta della domanda dell’infermiera per dire che quando è successo erano a Fiumicino, a casa sua, stavano facendo l’amore. Lui si è alzato, è andato alla finestra dicendo che gli mancava il fiato e poi si è accasciato a terra, perdendo conoscenza. I figli prima pensano che questo contestualizzare abbia un senso per chiarire ciò che è successo, ma poi cominciano a pensare che la donna stia cercando di accreditarsi in famiglia, di mostrare che il loro è un rapporto serio. Ma nel frattempo sta arrivando Alba, la mamma di Marco e Giulio, nonché ex moglie di Sergio...

Opera prima di Marco Bonini, che ha studiato danza e filosofia ma è soprattutto un affermato attore e sceneggiatore. Il romanzo ci pone di fronte all’ineluttabilità della vita, a come, in un solo attimo, tutto può succedere e cambiare e a quelle che sono le varie possibili reazioni, tra i ricordi, le assenze e soprattutto la necessità di un abbraccio mancato. Struggente questa figura di padre, con tutti i suoi limiti, mentre tenta di crescere i figli per come è stato cresciuto, senza slanci emotivi, trattando con sufficienza l'amore (e anzi classificandolo come roba non da uomini veri), ma che all’improvviso, per un infarto, ritorna quasi bambino con atteggiamenti affettuosi e le lacrime in tasca, desideroso di un affetto ricambiato. Tutti atteggiamenti che in parte chiariscono o permettono di chiarire ogni attimo della sua vita precedente, di ragazzino prima e di giovane uomo poi, evidenziando gli insegnamenti che ha ricevuto e comprendendo quanto questi non fossero ciò che avrebbe voluto. E così, nelle difficoltà, la vita sembra dargli una seconda possibilità per un abbraccio, per la felicità, per una condivisione che prima non gli è stata mai possibile. Si tratta soltanto di ricominciare e di farlo rivoluzionando tutto ciò che c’è stato. Ma soprattutto permette a tutti i membri di questa famiglia di ritrovarsi tutti insieme, di dare ai figli un insegnamento nuovo, di fornire nuove modalità di amare senza vergogna, ma anzi con quello scambio di gesti che sono piccoli, o almeno così sembrano all’apparenza, ma in realtà sono capaci di muovere le montagne!



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