Se Auschwitz è nulla

Se Auschwitz è nulla
Le camere a gas e i forni crematori sono realmente esistiti. La Shoah – in tutta la sua tremenda drammaticità – ha realmente avuto luogo. C’è una mole imponente di documenti, di testimonianze dei sopravvissuti all’orrore, di fotografie recuperate, che mettono chiaramente in evidenza che quell’abominio è realmente accaduto. Nonostante tutto, c’è chi lo nega. Chi insinua, chi gioca a dubitare di quello che è stato, chi è seduto anche su cattedre universitarie e di lì continua la propaganda nazista (che ci piaccia o meno ammetterlo, è di questo che si tratta). I profeti del negazionismo sono riusciti a ritagliarsi uno spazio ovunque nel mondo: fiancheggiatori, complici, adepti lavorano incessantemente per negare l’Olocausto, ovvero per negare ciò che non è realmente possibile ignorare o sottovalutare. Perché lo fanno? Quali sono le strategie messe in campo? In che modo nega, chi nega?...
Donatella Di Cesare, professore ordinario di Filosofia teoretica presso il Dipartimento di Filosofia di “Sapienza” Università di Roma, ha scritto un saggio breve e allo stesso tempo incisivo per fare il punto sul fenomeno del negazionismo, per metterne in evidenza modi di comunicazioni e ideologie più o meno velate, per far sì che il dibattito esca dalle anguste aule accademiche e coinvolga l’opinione pubblica. Gli storici continuano a combattere strenuamente una battaglia che difenda la verità. Far sì che questo dibattito circoli è un nostro dovere morale. I negazionisti tentano di riportare nella cenere la memoria faticosamente ricostruita. Ci ha provato, solo per fare un esempio, Robert Faurisson affermando che se nessun sopravvissuto abbia avuto modo di provare – non solo con i suoi racconti – ciò che è accaduto nei campi di sterminio, i campi di sterminio semplicemente non esistono (ignobile sofisma). La testimonianza non vale, Faurisson ha necessità di prove “concrete”. Donatella Di Cesare ci inviata a vigilare, ad essere attenti, a non lasciare che i dubbi si insinuino: i forni crematori e l’orrore dello sterminio non sono e non dovranno mai essere oggetto di opinioni. E non dovranno essere strumentalizzati per prestare il fianco ad una politica anti-israeliana, basti pensare all’operazione effettuata dal leader politico iraniano Ahmadinejād nel 2006 a Tehran con l’organizzazione della conferenza sull’Olocausto che ha visto in prima fila gli esponenti del negazionismo mondiale. Noi sappiamo ciò che è accaduto. Non dimentichiamo. 

 

 

 

 
 
 
 

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