Se controlli i media è fatta

Se controlli i media è fatta
Due interviste allo scrittore e intellettuale statunitense Gore Vidal, la prima realizzata da Giulietto Chiesa durante la quarta edizione del Festival della Mente nel 2004, la seconda dall'Independent World Television 'The Real News Network' che risale al 2005. Nell'intervista a cura di Giulietto Chiesa il discorso gravita sulla libertà di stampa negli Stati Uniti, o meglio su chi controlla la stampa negli USA, e il primo interlocutore - ma non l'unico ovviamente - a essere messo sotto accusa è proprio la fonte ufficiale dell'informazione di tutto l'Occidente, il mitico New York Times. La seconda parte del libro è decisamente più corposa, e vi si ripercorre la storia recente degli Stati Uniti d'America per fornire una spiegazione sui come e sui perché di ciò che accadde e accade. Si parla delle guerre per il petrolio, dell'11 Settembre e di come i politici si stiano sbarazzando del Bill of Rights, ma anche della Baia dei Porci, del senatore McCarthy, dei presidenti da Roosevelt a Kennedy, di Guerra Fredda, della CIA, della bomba atomica: e l'elenco sarebbe ancora lungo...
Le due interviste sono strutturate in modo profondamente diverso: nell'intervista di Giulietto Chiesa lo spazio dedicato alle domande è quasi pari a quello usato da Gore Vidal nelle sue risposte, diversamente da quanto accade nel confronto con l'Independentent World Televion in cui le domande sono più concise e viene lasciato largo spazio alla ricostruzione e alle repliche di Gore Vidal. Si potrebbe anche parlare di due stili a confronto che nel libro diventano complementari. Sembra superfluo ribadire quanto sia interessante questo libro: d'altronde trattandosi d'interviste a Gore Vidal con tema gli Stati Uniti non potrebbe essere altrimenti. Lucidissima e chiarissima ricostruzione dei fatti, non è una storia contro quella di Gore Vidal, è semplicemente la storia recente della nazione più influente al mondo. Se controlli i media è fatta è un pamphlet di neanche 130 pagine, ma sono pagine così dense di storie, di fatti e di pensieri che si fatica a credere sia tutto concentrato in così poco spazio. La differenza in un libro la fanno sicuramente i contenuti e questo è vero soprattutto se stiamo parlando di Gore Vidal, ma fossi stata l'editore avrei accuratamente evitato di mettere quel rosa in copertina, un rosa che nel linguaggio dei simboli è ormai sinonimo di gossip. E questo libro dal gossip non potrebbe essere più lontano.

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