Se Dio fosse una donna

Se Dio fosse una donna

Lo studio della dottoressa Jansen è al centro della città di Amsterdam. Ampio, luminoso, ispira serenità: quasi rispecchiando la sua proprietaria. È un sabato mattina quando Max entra nella stanza senza rispettare i convenevoli e comincia a parlare con la dottoressa. È stato suo paziente per tanto tempo, poi ha interrotto la terapia. La dottoressa lo ha lasciato andare come è giusto che fosse. Ma, la vita è strana. Max sente il mondo improvvisamente crollargli addosso. Ha chiamato e ha fatto in modo che la dottoressa fosse libera per lui tutto il giorno. Max ha trentasei anni, è ricchissimo perché è erede della SuperTex, una società che produce abiti a poco costo e li vende ovunque nel mondo, sfreccia con la sua Porche e cerca di mantenere un equilibrio. Eppure in questo sabato mattina di inizio ottobre tutta la sua vita sta andando alla deriva. Ha litigato furiosamente sia con la sua segretaria che con la sua compagna, un enorme carico di indumenti che sarebbe dovuto arrivare da Taiwan è in ritardo e gli causerà la perdita di un mare di soldi, mentre guidava ad alta velocità la sua auto ha quasi investito un ragazzino e la famiglia non gli perdonerà mai l’accaduto, anzi, di certo lo citerà in giudizio. Max ha bisogno di parlare con la dottoressa Jansen, di raccontarle tutto, di ripercorrere la sua vita in qualche ora. Riuscirà ad essere più sereno? A trovare di nuovo l’equilibrio che ha perso dopo aver faticato per così tanto tempo per avere tutto sotto controllo?

Edito in Italia per la prima volta dieci anni fa con il titolo di SuperTex, il romanzo di Leon De Winter, scrittore olandese di origine ebraica, trova una nuova vita in questa nuova traduzione magistralmente realizzata da Elisabetta Svaluto Moreolo e grazie alla cura della casa editrice Marcos y Marcos. In una lunga seduta di terapia il protagonista, un giovane e in sovrappeso rampollo di origini ebraiche, racconta la sua vita. Il conflitto mai risolto con la sua famiglia, con suo padre e suo fratello, sempre perfetti, sempre così legati alle tradizioni da farlo sentire fuori posto, con la sua compagna Esther con cui non riesce a trovare una progettualità comune. Max è pieno di rabbia, di emozioni non espresse, vorrebbe lasciare tutto ma poi non lo fa, annega le sue frustrazioni nel cibo, nelle belle auto e combina guai. Con una scrittura semplice e paratattica, immediata e accessibile, Leon De Winter racconta una storia contemporanea, ci fa sorridere e ci commuove, ci mostra uno spaccato della cultura ebraica che non conosciamo (o che conosciamo purtroppo solo attraverso la letteratura contemporanea). Se Dio fosse una donna è un romanzo terapeutico – un vero e proprio specchio della vita – scritto in modo intenso e pregno di spirito e di tradizione ebraica, acuto, sarcastico e sagace. Max, il protagonista, potrebbe, nella vita reale, essere uno dei nostri amici. Nonostante si tratti di un romanzo ripubblicato in una nuova veste, non risente minimamente del tempo trascorso, anzi, è attuale e godibilissimo e, oserei dire, imperdibile per chi ama l’umorismo ebraico.



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