Se mi sposi, ti tradisco

Se mi sposi, ti tradisco

Lily Wilder è un’avvocatessa in carriera, lavora in uno dei più prestigiosi studi legali di New York, ha una gran faccia tosta e una smodata propensione al piacere. Perfino la scrivania del suo capo Philip viene di tanto in tanto usata dai due in modo “improprio”. Predilige le relazioni disinvolte, il sesso consumato al pari di uno dei suoi drink, le uscite con le amiche a base di sbronze, rimorchi, stordimento con stupefacenti. Sempre spensierata Lily, su di giri, conduce una vita scintillante, soprattutto lavora sodo quando non è intenta alla sua “attività preferita” e questo fa di lei una donna autonoma, tosta. Un giorno incontra Will: qualche ammiccamento, un po’ di alcol e a letto insieme.La ragazza non perde tempo in strategie seduttive a lungo termine: in genere allunga la mano, consuma e sparisce senza implicazioni. Will però è diverso, la intriga: è un colto archeologo, persona di grande raffinatezza intellettuale, delicato, premuroso, romantico e pure all’altezza tra le lenzuola. Quale donna sana di mente potrebbe non innamorarsi di un tipo che conosce Epitteto e il Kamasutra? Lui la vuole, la corteggia, se ne innamora perdutamente; al colmo del romanticismo si inginocchia col fatidico anello, in un museo deserto per giunta, al riverbero della luna piena. Lily è spiazzata ma accetta, pur sapendo di non essere tagliata né per il matrimonio né per la fedeltà, il povero Will ha già più corna di un cervo. I due volano fino a Key West per conoscere la famiglia di lei e organizzare la cerimonia nuziale. Lily ha una madre, due matrigne, una nonna matriarca, (tutte giuriste raffinate e in posizioni apicali di carriera) e un padre erotomane che dà una “ripassata” periodica a tutte e tre le ex mogli. Will farà un’ottima impressione, ma le donne di famiglia cercheranno ugualmente di convincere Lily a desistere dal proposito di sposare un uomo che non conosce le sue “debolezze”. La nostra avvocatessa, in aggiunta, dovrà fronteggiare l’ostilità ben più insidiosa della suocera, oltre una serie di complicazioni imprevedibili…

Se mi sposi ti tradisco è divertente, scritto con uno stile spigliato, ironico, ma è solo nella seconda parte che acquista slancio: la prima lascia un po’perplessi, si limita ad evocare certe atmosfere piccanti della New York da bere à la Sex & the City, ma il sesso esplicitamente descritto, lungi dall’eros patinato della celebre serie tv, ricorda più che altro quello sbrigativo ed etilico di certi collegiali americani strafatti, con copule sparse nei bagni dei locali notturni. Nella seconda parte, invece, chi non molla può godersi una lettura con un passo più veloce e intrigante, qualche colpo di scena - seppure rachitico -, variazioni sul tema che tengono desta l’attenzione, consentendo al lettore di tagliare il traguardo dell’ultima pagina con la convinzione di non aver dissipato del tutto il proprio tempo. Il romanzo ruota intorno all’irrisolta questione della fedeltà coniugale e della conseguente monogamia, interrogandosi sulla compatibilità di quest’ultima con la natura umana. È il chiodo fisso della protagonista, la quale pare propendere per la coppia aperta, salvo ricredersi sul finale, quando ormai ci aveva quasi convinte, con somma delusione di tutti quei lettori che vedevano in lei la paladina del libero orgasmo. Tutti i personaggi risultano nel complesso ben caratterizzati, nonostante qualche luogo comune. Particolarmente azzeccata, seppur marginale, la nonna anticonformista: ancora un gallo da combattimento in tribunale, verso cui la protagonista nutre grande ammirazione. L’autrice, Eliza Kennedy, conosce bene gli ambienti degli studi legali e questo dà credibilità a certe rappresentazioni, seppur esasperate in chiave caricaturale. È un’avvocatessa proprio come la protagonista del romanzo e lavora in un prestigioso studio di Manhattan, ha però un marito e due figli. Questo è il suo romanzo d’esordio, senz’altro fortunato, che si inserisce nel filone consolidato di una letteratura commerciale godibile, ma che non brilla particolarmente per originalità. Consigliato all’amica che sta per sposarsi, perfetto come regalo d’addio al nubilato.



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