Se spegni non morirà nessuno

Se spegni non morirà nessuno
Come si può perdonare una donna che ti lascia con un semplice sms? Per giunta scritto in inglese, la lingua che tu hai sempre detestato? Lasciarla partire per Hollywood alla ricerca di quell’uomo “smart” e simile a Brad Pitt che tu non sei stato capace di essere? Che cosa accade realmente nella vita di una giovane e bella barista che ogni mattina si sveglia con dei misteriosi graffi sanguinolenti lungo il corpo e di giorno serve ai tavoli sotto agli occhi del suo ex compagno, mentre egli ingurgita un negroni dopo l’altro pur di restare lì a osservarla? Possibile che il tonfo sordo di una goccia d’acqua che cade dal rubinetto del bagno sia in grado di urtare la sensibilità di una moglie più delle pericolose notizie sulla SARS e sull’aviaria che vengono dal televisore? E che il dondolio della sua ciabatta sia capace di innervosire il marito più delle umilianti considerazioni che la donna gli rivolge contro? Qual è l’esatto giorno del compleanno della donna: quello in cui lascia congelare il marito sulla soglia di casa, accusandolo di essersene dimenticato per stare in compagnia dell’amante, o quello che l’uomo ricorda invece di aver già festeggiato con lei la settimana precedente al Fortino?...

L’esordio narrativo di Lorenzo Ribeca addensa vicende di numerosi personaggi turbati e deliranti, visionari e cinici, accomunati da un tratto distintivo di ombrosa e indefinibile inquietudine. Uomini e donne segnate dagli effetti dirompenti di un fallimento sentimentale o professionale, di un’ignota lacerazione interiore. Persone che assumono il proprio disagio esistenziale come fuga dalla sofferenza prodotta da un contesto subdolo. La drammatica e irreversibile scomposizione di una condizione che si smarrisce nella sua stessa impalpabilità, ha prodotto in loro un vuoto che fa vacillare e rovinare ogni certezza, ogni forma di razionalità. È proprio partendo dalla condizione e dalle possibili varianti esistenziali di questo campionario umano che si dipana la scrittura di Ribeca, in una raccolta di racconti legati insieme da un’intima consonanza. Quella di un’esistenza straniata, in cui gli spazi, i contorni fisici delle cose, i sentimenti e le pulsioni emotive si restringono sempre più in una forma claustrofobica di disarmante nevrosi da cui l’essere umano tenta di evadere con manifestazioni di sconcertante imprevedibilità. L’autore getta il suo sguardo grottesco sui loro atteggiamenti distorti, disorientati, desolati, straniati e mai pacificati, avvalendosi del respiro di una scrittura asciutta e incalzante, ma che contiene la dote della parola incisiva.

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