Se tornasse Natale

Se tornasse Natale

Bruno sta vomitando. Più che la strada di montagna è la presenza di Vicio Miraggio, attuale compagno della madre, a rendergli la vita impossibile. Lui è in attesa ancora di suo padre Natale, scomparso causa lupara bianca e della cui assenza non si fa una ragione, specie da quando in casa è comparso questo cantante melodico egocentrico e arrogante con cui è sempre in contrasto. Ma la madre Consuelo non era più in grado di vivere da sola e così accetta i miseri difetti del nuovo compagno, la sorella Jennifer è troppo in balia degli ormoni e passa il suo tempo a prendere e lasciare ragazzi, l’unica amica di famiglia è Ramona, che di mestiere fa la prostituta. Allora a Bruno non rimane che la bacchetta di mago Silvan e la ricerca di improbabili magie, mentre in questa Palermo calda e suadente le voci girano, tutti sanno tutto di tutti e neanche i killer di Natale alla fine possono stare tranquilli. Nemmeno Miraggio, con quella sua pazzia di concupire la moglie di un boss…

L’unione di forma e contenuto non sempre è possibile, ma almeno auspicabile. Tuttavia leggere un romanzo come questo, un noir atipico, denota come - senza per forza esasperare toni e colori localizzabili geograficamente nella nostra Italia dai mille volti - si riesca a fornire un quadro mimetico convincente e a regalare una storia condotta con piglio sicuro ed estro stilistico di buona fattura, personale quanto basta senza per questo sconfinare nella mera autoreferenzialità. La cupa caparbietà del piccolo e malinconico Bruno, contornato da un’orda di adulti preda delle loro debolezze (non sempre carnali ma anche emotive e psicologiche) e sopraffatti dalla fatalità, è ben raccontata ed ambientata in quadro omertoso di sopraffazione e crudeltà anche se non per forza pulp, crudamente realistica. E mentre la precisione del linguaggio e la durezza del plot lavorano a regola d’arte per rendere l’intero impianto sicuramente avvincente, pochi accenni misurati contestualizzano il romanzo negli anni Ottanta senza per fortuna esagerare - come fanno molti altri - in riferimenti a fatti di cronaca che sparati a raffica hanno l’unico effetto di rendere le storie artificiali e fredde. Cosa che Se tornasse Natale di certo non è.



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