Segreto di famiglia

Segreto di famiglia

Come affrontare un venerdì sera piovoso? In relax, grazie alla compagnia di un bagno caldo, di una candela profumata e dell’ultimo numero di “Vanity Fair”: ecco come risponderebbe Ellen Tamm, cronista specializzata in nera di TV4. L’unica cosa che la giovane giornalista vuole affrontare, dopo una dura settimana di lavoro, sono le bolle di sapone. I suoi piani, però, vengono mandati all’aria dal nuovo caporedattore, Jimmy. Quando arriva in redazione la notizia della scomparsa di una bambina di otto anni, infatti, non ci pensa due volte ad affidarle il caso, nonostante conosca il suo passato. La sparizione di un bambino non dovrebbe mai passare inosservata. Di certo la scomparsa di Lycke Hook si guadagna fin da subito l’attenzione dei media anche e soprattutto grazie all’interesse di Ellen. La piccola, dopo essere stata accompagnata a dei campi da tennis dalla nuova compagna del padre sembra essersi volatilizzata. La reporter non perde tempo e si mette subito a disposizione per aiutare le ricerche e indagare, nonostante la polizia non le renda il compito facile. Il passato della giornalista è uno stimolo in più per fare in modo che la piccola venga ritrovata al più presto, Ellen conosce fin troppo bene cosa vuol dire perdere una persona amata e subire le conseguenze di tale perdita per tutta la vita…

Se pensavate che la moda dei gialli scandinavi fosse passata vi sbagliavate di grosso. Segreto di famiglia, libro d’esordio della svedese Mikaela Bley, non delude le aspettative di chi si ritrova alla ricerca di un buon thriller che riesca a dare la giusta importanza anche agli aspetti psicologici del mistero, oltre che a quelli eminentemente indiziari. Non stiamo parlando di un capolavoro del genere, sia chiaro, ma senza dubbio di un buon romanzo, toccato dalla grazia di una scrittura fluida e scorrevole. L’ex produttrice televisiva (anche lei come la sua protagonista ha lavorato a Tv4) conosce i trucchi del mestiere per dosare la suspense, anche se in alcuni punti della storia, forse, poteva spingere più a fondo l’acceleratore dell’inquietudine. La stato di tensione della trama è però assicurato anche grazie ad un espediente narrativo ben congegnato: ogni capitolo infatti è raccontato dal punto di vista di un personaggio diverso, questo ci consente di conoscere da vicino i protagonisti e scoprire come ognuno di loro nasconda qualcosa, facendoci così sospettare di tutto e di tutti. Un altro aspetto interessante del libro è il fatto che l’autrice oltre al mistero della bambina scomparsa riesca a portare a galla anche il passato difficile della giornalista-detective: la protagonista della storia infatti, più che la Lycke del titolo originale, è a tutti gli effetti Ellen e questo volume è il primo di una serie che avrà per protagonista la giovane cronista.




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