Sei donne che hanno cambiato il mondo

Sei donne che hanno cambiato il mondo

Maria Skłodowska nasce agli inizi di novembre del 1867 a Varsavia. Dopo la morte della madre trova un impiego come governante. Sappiamo però che nel 1891 si iscrive alla Sorbona e si laurea in fisica dopo due anni, in matematica l’anno dopo ancora. Nel 1903 è insignita del prestigioso premio Nobel con Antoine Henri Becquerel e suo marito, Pierre Curie. Marie Curie è stata la prima donna ad insegnare alla Sorbona e ad ottenere sepoltura al Pantheon per meriti, senza dimenticare in secondo Nobel in chimica del 1911. La Biblioteca Nazionale di Parigi conserva all’interno di scatole piombate molti effetti personali della celebre fisica: lettere, abiti, ricette di cucina, disegni, tutti ancora radioattivi a causa delle ricerche della scienziata. A Vienna invece è nata Lise Meitner, nominata nel 1912 assistente di Planck e direttrice, sei anni dopo, del Dipartimento di Fisica di Berlino. Una donna seria e determinata, rigorosa, tenace, che si iscrive all’università di Vienna dopo aver letto la notizia, sulla prima pagina di “Le Figaro”, che una donna polacca, una certa Marie Curie, aveva scoperto la radioattività. Nonostante le rimostranze della sua famiglia Lise studia la fisica in modo instancabile, attirando l’attenzione di professori temuti ed importanti come Ludwing Boltzmann…

Sei donne, sei fisiche, sei storie di passione, di coraggio, di lotta contro convenzioni sociali che impedivano alle donne di affermarsi come scienziate, sei donne che ce l’hanno fatta e sono diventate un esempio per tutte. Anche Gabriella Greison è una fisica, impegnata a divulgare la scienza che più la appassiona in tanti modi, nelle scuole, nelle librerie, in teatro con il monologo quantistico, in televisione, con le Pillole di fisica su Rainews24. Dopo L’incredibile cena dei fisici quantistici, Gabriella Greison torna a raccontare la vita di donne che hanno scelto la scienza, contagiandone tante altre, provando ad immaginare come hanno vissuto nel loro quotidiano, come mogli, come madri. Senza dimenticare Ipazia d’Alessandria, scienziata e filosofa, una donna di enorme cultura, inventrice del planisfero, dell’astrolabio e di chissà cos’altro, uccisa proprio per il suo pensiero libero. Un libro che si legge come un romanzo, un viaggio nell’ordinario di persone straordinarie, con un’incredibile mente scientifica, che hanno sfidato l’ostracismo della loro epoca, che in parte, per molti versi, è ancora la nostra.



 

 
 
 
 

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