Selfie

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Copenaghen, Danimarca. La Sezione Q dove opera il commissario Carl Mørck è nel mirino dei piani alti. Stando ai risultati delle statistiche ricevute, troppo pochi sono i casi risolti e dunque l’inefficienza del personale prevede un prossimo accorpamento con altre sezioni. Eppure i dati che Carl ha i mano direbbero il contrario. Qualcosa nella presentazione dei risultati è andato storto e forse Rose, la giovane collega, potrebbe dare qualche spiegazione. Ma la donna, che sta passando un difficile periodo perché tormentata dai fantasmi di un passato dolorosissimo, è spesso assente e potrebbe aver bisogno dell’aiuto dei suoi colleghi. Sulla scrivania del commissario Mørck ci sono poi due casi di omicidio che, seppur lontani del tempo, sembrerebbero essere collegati tra loro. Ma gli indizi scarseggiano. Nel mentre, tre giovani e avvenenti ragazze sognano di vivere una vita sfarzosa, fatta di ricchezza, successo e notorietà. Si scattano selfie, sorridono all’obbiettivo della fotocamera e sognano di possedere un mucchio di denaro. E uno dei modi per fare soldi facili è di certo quello di spillare soldi ai parenti oppure a uomini facoltosi e affamati di sesso, sfruttando anche i sussidi offerti dai servizi sociali danesi previsti per le giovani ragazze indigenti in cerca di lavoro. Ma la loro bramosia di ricchezza le espone a molti rischi e pericoli, che potrebbero arrivare persino dalle persone che invece dovrebbero aiutarle. Intanto, altri omicidi vanno ad aggiungersi ai due casi ancora irrisolti e, per il commissario Mørck e i suoi colleghi Assad e Gordon, riuscire a dimostrare e poi dipanare il sottilissimo filo che li unisce sarà difficilissimo…

Settimo caso per la squadra Q del commissario Carl Mørck, in forza alla città di Copenaghen. Una città che, in questo romanzo, è pura e semplice topografia e mappa utile per seguire gli spostamenti dei vari personaggi. La città resta sullo sfondo, non sembra avere colori, non viene mai descritta se non richiamata dai nomi delle vie e quartieri. Ciò che rende questo romanzo un tipico e ottimamente scritto noir nordico è il profondo lavoro sui personaggi, sulle loro luci e soprattutto sulle loro ombre. Le donne, vere protagoniste di questa storia cruenta che parte da certi crimini commessi durante la Seconda Guerra Mondiale ad opera dei nazisti, presentano qui il loro lato più buio e dimostrano di poter fare davvero paura. Sanno essere violente, ciniche e spietate, mai solidali nemmeno tra di loro. Ciò che conta è la propria sopravvivenza e l’ottenimento dello scopo che si sono prefisse, che sia una vendetta personale contro le ingiustizie della vita oppure un mucchio di soldi e un futuro da star. Jussi Adler-Olsen cavalca l’onda delle precedenti avventure del commissario Mørck sapendo di avere per le mani un personaggio completo e con alle spalle altri sei romanzi di successo diventati recentemente una serie televisiva. Un’onda, quella dei noir nordici, che non pare arrestarsi o calare d’intensità. Di certo, in questo corposo romanzo di oltre cinquecento pagine la qualità non manca, così come gli spunti per ragionare sui meccanismi di una società moderna che logora i sentimenti e che facilmente riduce all’apatia, all’indifferenza e all’assenza di emozioni.



 

 

 

 
 
 
 

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