Sentinella della pioggia

Sentinella della pioggia

Sono le dieci di mattina e Linden Malegarde, fotografo di fama mondiale, è appena atterrato a Parigi dove, da due settimane, la pioggia continua a cadere incessantemente facendo crescere la Senna in maniera preoccupante. Arriva da Los Angeles dove vive con il suo compagno Sasha poiché con la sua famiglia si festeggeranno due ricorrenze, il settantesimo compleanno del padre e il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei suoi genitori Paul e Lauren, che arriveranno da Vénozan. La sorella Tilia giungerà da Londra dove abita con la figlia Mistral, nata da una precedente relazione, e con Colin - quel marito che mal sopportano in famiglia visti i suoi problemi con l’alcol. È tanto che non si vedono e che non trascorrono del tempo insieme ma, pur sentendone la mancanza, Linden non ha molta voglia di incontrarli. “Solo noi quattro”, aveva detto la madre prenotando un albergo per l’occasione. Ha con sé la sua amata Leica Vintage da cui non si separa mai che conta di usare per immortalare i suoi parenti. La vita ha però in serbo altro piani. Il padre, soprannominato l’Uomo degli Alberi per la sua vasta conoscenza in materia, sembra stanco e invecchiato. Il giorno seguente, dopo una splendida cena, mentre Paul sta ringraziando tutti per i festeggiamenti, scivola dalla sedia con la testa nel piatto…

Ritmo sostenuto, incessante come la pioggia che non smette mai di cadere durante l’intera narrazione. Tensione continua che fa presagire problemi ma svelamenti interessanti intanto che la Senna esonda. Parigi diventa la co-protagonista del romanzo e ci viene descritta in tutte le sue miserie con i problemi logistici, le difficoltà impossibili da affrontare poiché la natura comanda e gli uomini non possono farci nulla, la desolazione delle strade di fango, la fuga dei turisti. L’acqua che viene fuori dal suolo e si espande ovunque diviene metafora delle rivelazioni familiari che, allo stesso modo, mano a mano che il racconto procede, emergono dal rimosso familiare. Tatiana De Rosnay è una delle scrittrici francesi più lette in Europa e in America. Ha scritto undici romanzi, fra i quali il più famoso è La chiave di Sara, da cui è stato tratto un bel film nel 2010 con l’interpretazione di una superba Kristin Scott Thomas e della bambina prodigio Mélusine Mayance.



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