Senza mai arrivare in cima

Senza mai arrivare in cima

Per il suo quarantesimo compleanno, sul finire del 2017, Paolo decide di partire per un altipiano nel nord-ovest del Nepal. Vuole celebrare l’addio alla giovinezza con una spedizione nel Dolpo, dove sembra esista un piccolo Tibet, un antico regno di monaci, mercanti e pastori nomadi. Così ha sentito raccontare. Desidera far parte di una vera e propria spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare e smontare ogni giorno. I suoi compagni di viaggio sono Nicola, un pittore conosciuto da poco, con cui condivide l’idea che l’amicizia vada costruita giorno per giorno, e Remigio, il suo amico più caro e difficile, a cui è legato da dieci anni di amicizia. La destinazione è la calda e polverosa Katmandu, una città quasi magica dove c’è qualcosa che non smette mai di incantare. Da lì i tre salgono a bordo di un piccolo bimotore che li porterà a Juphal, dove ha inizio il lungo sentiero verso nord, il loro Gnaskor, il girovagare in Tibet. Accompagnato dal Il leopardo delle nevi di Peter Matthiessen, un libro del 1978, fonte di ispirazione per il viaggio e da un taccuino, dove scrive e disegna ciò che ammira, Paolo compie il pellegrinaggio oltrepassando la quota di 3.500 metri ed affrontando il suo demone, il tanto odiato mal di montagna. Durante il percorso conosce gli abitanti di sperduti villaggi, ammira i chorten, simile a pagode, e i cumuli di pietre mani su cui è inciso il mantra Om Mani Padme Hum, a protezione dei villaggi, immergendosi nella cultura tibetana. Si unirà alla spedizione anche Kanjiroba, una dolce cagnolina incontrata lungo il tragitto…

L’ultima fatica letteraria di Paolo Cognetti, già vincitore del premio Strega con Le otto montagne, non è solo un appassionante e documentato taccuino di viaggio, ricco di informazioni e curiosità sulla cultura tibetana. È un libro che schiude orizzonti inattesi. “Senza mai arrivare in cima” non è l’ammissione di una sconfitta, ma il senso profondo dell’andare in montagna. Al compimento del suo quarantesimo anno di età Paolo Cognetti intraprende un pellegrinaggio per dire addio alla giovinezza e fare un bilancio della sua prima parte di vita. Un romanzo introspettivo, che stimola una profonda riflessione su ciò che è davvero importante nella vita. “Cambia modo di pensare. Cerca la risposta in questo saliscendi: poiché perderai qualsiasi cosa tu abbia creduto di guadagnare, impara che ben più prezioso della vetta è il sentiero. Trova un senso in ogni passo”. Con questa esortazione l’autore induce ad abbandonare il desiderio della conquista della vetta, a favore del desiderio della comprensione. Forse è vero che “siamo sempre lì a prepararci per la vita invece di viverla ogni giorno”. Lo stile narrativo, fortemente descrittivo, catapulta il lettore nella valle del Suli Gad, nel lago Phoksundo, sulla montagna di cristallo di Shey Gompa, tra fiumi, cembri, betulle e notti stellate. Tashi delek!



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