Sete

Sete
L’acqua del fiume São Francisco, nella parte più bella del Brasile, dalla Serra da Canastra a milleduecento metri d’altezza all’oceano atlantico, esattamente nel bacino della diga di Sobradinho, disseta ed alimenta milioni di persone. Dopo una costosissima bonifica statale delle acque per renderle pulite e potabili, il verificarsi di inspiegabili malattie e strane conseguenze sulla salute degli abitanti delle zone rivierasche del fiume e della diga spinge una rappresentante dell’organizzazione non governativa Health Scanner, Sarah Clarice, ad una accurata, maledetta, indagine. Sarah, per le sue indagini, coinvolge il medico condotto della zona, Nelson Braga, il cui fratello è in carriera nella migliore università del paese. Le indagini, infatti, richiederanno subito l’intervento di uno specialista nelle analisi chimico-batteriologiche delle acque e Matheus, fratello di Nelson,  si ritroverà non solo a ritrovare dopo tanti anni il proprio fratello ma ne scoprirà l’omicidio. È così che prende avvio una discesa agli inferi che condurrà Sarah e Matheus in giro per il Brasile, contro poteri oscuri e ciechi, tra favelas poverissime e fazende di proprietà di ricchissimi e potenti personaggi, nel caso appartenenti alla famiglia dei Johannsen...
Alberto Riva è nato a Milano, è giornalista della carta stampata e sul web, è già conosciuto dal pubblico italiano per il suo precedente libro dedicato alla vita di Enrico Rava. Sete costituisce il suo esordio nella narrativa, seppure il romanzo sia ambientato in Brasile, terra d’elezione di Riva che aveva da poco pubblicato un reportage su Rio de Janeiro nel 2008, Seguire i pappagalli fino alla fine. La meccanica del racconto, come nella migliore delle tradizioni thriller, con trama avvincente e contenuti forti, è ampia e articolata. Uno spaccato, sì, del Brasile moderno dilaniato tra sviluppo finanziario immorale e privo di scrupoli e necessità di salvaguardare una terra che, per la sua particolare ricchezza naturale, è ancor oggi uno dei più rari spettacoli naturali che il mondo possieda, ma anche un libro che racconta l’eterno conflitto tra il male ed il bene, tra l’odio e l’amore, tra i ricchi e potenti e gli umili e i diseredati: e nonostante ciò, il ritmo del racconto, così calibrato e reso incessante dal susseguirsi di eventi, determina un accelerato ritmo di lettura. Il classico libro – pur essendo il primo dell’autore – dal quale non si riesce a staccarsi nell’ansia di arrivare all’ultima pagina per sapere come va a finire.



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