Sfacelo

Sfacelo

François si sente come un cieco tra le vie di Parigi. Quelle strade che alla luce del sole o dell’illuminazione pubblica gli sono così familiari sono scomparse, per far spazio a una giungla oscura, piena di rumori sinistri e urla agghiaccianti. Pochi minuti prima era in salotto a casa del suo amico Legrand, pronto a godersi una tranquilla serata tra amici. E invece ora barcolla lentamente cercando di farsi spazio tra le auto ferme e la gente che sembra impazzita. Già mentre scendeva le scale per raggiungere la strada è stato costretto a impugnare un bastone da passeggio e usarlo a mo’ di arma: una difesa rudimentale ma che per ben due volte gli ha permesso di salvarsi l’osso del collo, di non finire schiacciato da una folla che, impaurita, formava un’unica entità priva di ragione. Tutto è cominciato con un piccolo sbalzo di tensione che poi, improvvisamente, si è trasformato nella completa assenza di elettricità. Non una luce, né un apparecchio elettrico risponde più ai comandi. Di certo quella la strana situazione non può essere collegata all’annuncio che i due amici hanno ascoltato poco prima del blackout. L’Imperatore Nero, a comando dell’America del Sud, ha dichiarato guerra a quella del Nord. Una notizia che, per quanto sconvolgente e preoccupante, François non riesce a mettere in connessione con quello che sta avvenendo. Le quattro città sopraelevate, costruite agli inizi degli anni 2000, sono dotate di tutte le ultime innovazioni tecnologiche, compresi i motori atomici e a combustione con il preciso compito di sopperire proprio a quelle evenienze...

Scritto in piena Seconda Guerra Mondiale e considerato uno dei capolavori del padre della fantascienza francese, Sfacelo è un libro di una forza immaginifica potente, in grado di offrire uno spaccato di quello che potrebbe essere l’Apocalisse anche ai giorni nostri. Nel suo romanzo, ambientato nel 2052 in una Parigi supertecnologica ma dilaniata dal riscaldamento globale, René Barjavel pone la domanda fatidica: quanto siamo disposti a spingerci oltre prima di perdere quello che ci caratterizza come esseri umani? In Sfacelo la macchina ha preso il posto dell’uomo: non si alleva né coltiva più ma si sintetizza il cibo; non ci si sposta a piedi ma solo con auto, treni o aerei. Neanche i morti vengono più sepolti: congelati, vengono conservati in apposite camere all’interno degli appartamenti. Un mondo nel quale l’uomo è passivo e che si basa su un equilibrio precario che improvvisamente crolla, per un fattore del tutto casuale: la corrente elettrica viene a mancare. Nonostante Sfacelo abbia ormai più di settanta anni, ci invita a riflettere su temi che sono drammaticamente attuali, primo fra tutti il cambiamento climatico. A questo tema Barjavel – che oltre che scrittore e giornalista, è stato anche sceneggiatore – dedica una grande parte del romanzo: il fuoco, le tempeste di cenere, l’arsura e la mancanza d’acqua sono rese sulla carta al pari di una pellicola cinematografica. Fedele al suo credo di ritenere la fantascienza un genere omnicomprensivo della letteratura, Barjavel inserisce anche altri generi letterari che vanno dal romanzo distopico a quello d’amore. La sua è una narrazione nella quale non c’è posto per la pietà, né sono risparmiate le scene crude e cruente, ma è forse questa veemenza che potrà spingere il lettore a prendere consapevolezza del problema e a voler fare qualcosa di concreto prima che quello scenario fantascientifico diventi la realtà. “La verità è che abbiamo combattuto contro noi stessi, contro la paura. Contro il nulla”.



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