Shaytan

Shaytan

Amman, Giordania, ottobre 2007. Un corteo di auto sta attraversando un viale alberato in direzione di una villa che si trova nella periferia della capitale. Baahir Al-Zori sta per incontrare uno dei criminali più spietati attualmente in circolazione. L’occasione non è delle più festose, dato il fardello che si ritrova a portare su una barella al cospetto del suo capo. Sotto a un lenzuolo sporco di sangue si cela infatti il corpo crivellato da proiettili del suo amatissimo primogenito… Luke McDowell, dopo la sua precedente missione in Sud America che lo ha portato dal Venezuela all’Argentina, si ritrova come consulente del Federal Bureau of Investigation per un caso che scotta. In Francia vengono infatti assassinate due personalità e in qualche modo sembra essere coinvolto Evgenj Dimitrov, grande amico del presidente statunitense nonché suo fidato consigliere. Come può essere coinvolto uno dei dieci uomini più influenti sulla Terra con due fatti di sangue così raccapriccianti? Una persona che Luke, tra l’altro, conosce molto bene personalmente, dato che il siberiano fu salvato proprio dalla sua squadra di Seal nel 1992 da un bunker in Ciad. Da allora, infatti, sotto le mentite spoglie di un mercante di armi, ha raccolto informazioni vitali per il governo degli Stati Uniti…

Dopo il buon riscontro di critica e di pubblico che ha portato il suo romanzo d’esordio già a una seconda ristampa e al terzo posto al XVI Festival del Libro Possibile di Polignano a Mare, ritorna Luca Cozzi con il sequel dell’adrenalinico Senza nome e senza gloria, in cui ritroviamo l’ex Navy Seal e consulente FBI Luke McDowell invischiato in un complotto che coinvolge in maniera diretta il presidente degli Stati Uniti d’America. Un romanzo, questo, più completo e composito del precedente, date anche le varie ambientazioni descritte che vanno questa volta dal Medio Oriente alla Borgogna, passando anche per il Piemonte, terra d’adozione dello scrittore stesso. Ancora elementi autobiografici, quindi, che si mescolano a classici del genere come Clancy e McNabb. Il ritmo è sempre serrato come il suo prequel ma i personaggi sono meglio sfaccettati che in precedenza e quindi più credibili nelle loro azioni e nei loro dialoghi. Ottimo l’intreccio della trama che verte, più che sui classici stilemi del genere, su sentimenti profondi e introspettivi come onore e vendetta, che molto spesso lasciano il posto alla paura e alla furia cieca, regalando al lettore non solo azione al fulmicotone ma anche riflessioni e analisi psicologiche ben strutturate. L’ennesima prova di un ottimo esordiente, sempre impegnato a supportare i colleghi tramite il suo blog letterario, degno di rappresentarci all’estero e confrontarsi anche con i mostri sacri del genere.



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