Si scioglie

Si scioglie
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Eva ha trent’anni e vive a Bruxelles, lavora come insegnante e conduce un’esistenza serena. La sua vita tranquilla però un giorno, un giorno qualunque, riceve uno scossone che la fa vibrare fin dalle fondamenta, uno scossone destinato a cambiare ogni cosa che costringerà Eva a tirare fuori dall’armadio gli scheletri che qui erano stati accuratamente riposti. La donna riceve un invito molto particolare, un invito alla commemorazione di Jan, suo amico d’infanzia morto in circostanze mai chiarite del tutto. Il ragazzo avrebbe compiuto trent’anni di lì a poco, e per festeggiarne la memoria qualcuno ha deciso di organizzare una riunione nel vecchio paese da cui proviene Eva: Bovenmeer. È un luogo d’eccezione, Bovenmeer, piccolo agglomerato urbano non lontano dalla capitale belga. Il suo nome è rimasto inciso con forza nelle pareti del cuore della donna e tanto è forte il richiamo del paese natale ‒ la cui memoria la respinge e la repelle e allo stesso tempo l’attira e la invoca ‒ che decide di accettare l’invito. Così monta in macchina e, caricato nel portabagagli anche un blocco di ghiaccio, parte. Il viaggio che Eva intraprende è accidentato, minato dai ricordi di un’infanzia tremenda che affiora violenta, pezzo per pezzo, in tutta la sua sottilissima crudeltà. Un’infanzia segnata dai genitori alcolizzati, dalla sorella malata e da alcuni amici che l’hanno introdotta alla vita…

Si scioglie è il felice esordio di Lize Spit, autrice giovanissima che si sta rapidamente affermando come l’astro nascente della letteratura fiamminga. Classe 1988, vincitrice di diversi premi letterari, campionessa d’incassi e personalità interessante la Spit ‒ che con Si scioglie ha già messo piede nelle librerie di mezza Europa ‒ sembra aver capito quali siano gli ingredienti necessari per un bestseller e nel suo primo romanzo è stata capace di dosarli e mescolarli egregiamente. Accanto a una trama sofisticata, che sa tenere il lettore incollato alla poltrona, ben delineata, intrigante e dall’intreccio elegantemente costruito, c’è uno stile fluido, arioso, che non si inceppa e non stanca. Il romanzo ha il grande pregio, poi, di mantenere la sua funzione d’intrattenimento senza scadere nella mera narrazione, riuscendo piuttosto a comunicare emozioni e malesseri che tramite Eva divengono universali, veicolandone i ricordi e facendoci calare nel suo mondo. Si scioglie ricorda, per certe particolarità dello stile, i romanzi di Joel Dicker, il giovane svizzero che con le sue due fatiche è stato in cima alle classifiche europee per intere settimane, ma ricorda anche, per certi aspetti della trama, le storie di Laia Jufresa, la scrittrice messicana autrice di racconti dal forte impatto emotivo. È un gran bel romanzo, Si scioglie, e se, come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino, quella della Spit è una penna destinata a far parlare ancora molto di sé.

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