Siamo tutti storyteller

Siamo tutti storyteller

Il protagonista di The Mentalist, il consulente della CBI Patrick Jane, si può considerare una figura archetipica dei politici contemporanei: esteriormente sereni, sono in realtà portatori di drammi di cui non possono parlare, non solo personali ma anche nazionali. Come Patrick anche Berlusconi e Renzi possono sembrare buoni, ottimisti, ma covano inquietudini che in pubblico riescono a nascondere perché in possesso di abilità psicologiche particolari - resilienza, concentrazione, persuasione - proprio come i cosiddetti “mentalisti”. Ma soprattutto sanno raccontare. Sanno, cioè, costruire rappresentazione plausibili della realtà e proporre soluzioni future che si trasformeranno in voti…

Se lo storytelling è l'arte del narrare, del raccontare storie con l'obiettivo di persuadere o educare l'ascoltatore, è più che scontato pensare a una sua applicazione nell'ambito della politica, nella quale ogni strategia di comunicazione non può prescindere dalla costruzione di una dramma e dal saper raccontare per portare l'elettorato dalla propria parte. Due esperti della comunicazione politica e istituzionale ci introducono questa disciplina (in Italia ancora in gran parte sconosciuta) in un agile volumetto che, in modo sintetico ma puntuale, analizza alcune delle caratteristiche di un racconto efficace e credibile, prendendo come spunto le serie televisive americane degli ultimi anni che più di tutte hanno influenzato i discorsi dei nostri poltitici: The Mentalist, Breaking Bad, Lie To Me, Il Trono di Spade, Dr. House e ovviamente House of Cards.



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