Signori bambini

Signori bambini

“Crastaing farabutto pagherai caro, pagherai tutto”. È questo che declama il disegno che tre scolari – Igor, Nourdine e Joseph - fanno girare durante la lezione dell’odiatissimo professore di francese, Monsieur Crastaing, che da generazioni insegna nella scuola media di Beleville terrorizzando i propri allievi. Come da prassi, il disegno viene intercettato dal detestato e temuto insegnante che, offeso, infligge ai tre ragazzi la più pesante e fastidiosa delle punizioni: per il giorno successivo dovranno svolgere il tema “Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito”. La traccia del tema l’indomani, per un irriverente scherzo del destino, diventa realtà e gli irrequieti bambini si ritroveranno davvero adulti con gli inconsapevoli genitori trasformati in bambini.  I tre studenti hanno storie diverse e genitori strampalati: Joseph ha due genitori troppo superficiali, Igor ha perso il padre e ha una madre indaffarata a scartare possibili fidanzati e Nourdine, extracomunitario, vive con una sorella troppo responsabile e con un padre troppo assente. I tre amici si ritroveranno ad affrontare il rovesciamento dei ruoli ed i problemi quotidiani con le loro nuove identità che li porterà a vagabondare nella variopinta cittadina francese di Beleville in cerca di coraggio e di soluzioni per ritornare alla normalità ritrovando un po’ della felicità perduta e scoprendo il lato più nascosto del severo e burbero professore…

Daniel Pennac, dopo l’esilarante saga della tribù Malaussène, torna con il suo inconfondibile stile e la sua rara ed ammirevole fantasia per raccontarci, attraverso episodi guizzanti e spassose situazioni dei bambini-adulti e degli adulti-bambini, una storia frizzante e divertente dove non mancano le note malinconiche e un po’ di poetica tenerezza che la rendono godibilissima. La storia è molto semplice e l’idea di base non è poi così originale, ma Pennac, con il suo stile spumeggiante ed ironico, la sua scrittura pazzesca e surreale, riesce, come sempre, a creare bizzarri personaggi rendendoli adorabili e a catapultarci in una storia scoppiettante ed agrodolce narrata dalla voce di Pierre, padre di Igor, morto per AIDS dopo una trasfusione di sangue. Il racconto, attraverso rocambolesche avventure tra le vie di Beleville ci ricorda, al contempo, la leggerezza dell’essere bambini: “Darei qualsiasi cosa, mi sentite, assolutamente qualsiasi cosa per fare mio solo un secondo della vostra infanzia! Provarne la gioia imbecille! L’ignoranza così piena! I dispiaceri ottusi! La propensione a passioni a ripetizione, a rinnegamenti fulminei, all’oblio a comando, alla cicatrizzazione immediata! La sbalorditiva assenza di motivazioni! L’ebbrezza del presente! La coscienza puramente digestiva! Darei qualsiasi cosa per essere stupido, un istante, come un bambino!”. Gli appassionati di Pennac non potranno che apprezzare (e ridere).



 

 

 

 
 
 
 

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