Silvia delle Sibille

Silvia delle Sibille

Silvia è una delle creature immortali che risiedono nelle grotte dei Monti Sibillini. Pur essendo un essere magico come le sue sorelle deve, però, sottostare a delle regole, soprattutto quella di tenersi lontana dai raggi del sole. Ma Silvia trasgredisce e lo fa per amore, per soccorrere il suo amore, quel Mattia, figlio del fabbro di Montemonaco, pugnalato a morte nel 1771 dalla sua perfida fidanzata terrena. La condanna per Silvia è di tornare fra gli umani, dimenticando tutto quello che c’è stato prima, lasciando l’antro e le sorelle magiche e non senza difficoltà, essendo in attesa di un bambino. La fuga, prima per i boschi e poi fino a raggiungere il mare e il porto di Ancona, sembra essere l’unica soluzione per assicurarsi un futuro e assicurarlo soprattutto alla creatura che sta per dare alla luce. Ma Silvia non ha ancora fatto i conti con la crudele Ifigenia, il cui fantasma, nel 2015, creerà non pochi problemi all’interno del Teatro delle Muse di Ancona. Toccherà a Laura, insegnante divisa tra due amori (il ritorno di fiamma dell'ex marito Ezio e la totale dedizione di Gianmario), legata in qualche modo alle Sibille attraverso la sua nonna paterna, rimettere tutto al proprio posto, confidando nel suo essere donna forte e sicura e dimostrandosi un punto fermo per le persone a lei vicine. Tra queste c’è anche Maria, la sorella di Laura, che per gelosia, avendo frainteso alcuni atteggiamenti del marito, compie azioni di cui si pente poi amaramente e che coinvolgono pesantemente la bella Eleonora…

Tre storie proseguono parallele, anche se ambientate in epoche diverse, in questo secondo volume della saga delle Sibille firmata da Luisa Mazzocchi. C’è sempre Laura, protagonista anche del primo volume Il segreto del vicolo della Serpe, diventato poi su scelta della Rizzoli Il segreto delle Sibille, c’è sua sorella Maria e c’è Silvia. A loro sono legate altre donne con le loro ricchezze e le loro miserie, animate da forti passioni, come la gelosia, con la voglia di apparire che si contrappone a quella di essere, donne animate da desideri, voglia di difendere ciò che ritengono proprio, donne giudicate ingiustamente e ingiustamente costrette a vivere o a morire. È un mondo complesso quello delle donne e Luisa Mazzocchi a questo mondo dà voce, mettendo in mostra i sentimenti contrastanti delle sue protagoniste che alla fine sono riconducibili, anche nella crudeltà, all’amore. Inserisce anche un tentativo di riabilitare, attraverso i suoi personaggi, tutte quelle donne ingiustamente condannate al rogo, nei secoli passati, perché ritenute streghe. Al suo quarto romanzo, la scrittrice di origine umbra ma residente ad Ancona continua a legare alle Marche le sue fatiche letterarie: un marketing territoriale tra le righe che propone il capoluogo con il suo attivissimo porto, del quale racconta i traffici mercantili del Settecento e il suo teatro delle Muse, riconsegnato alla città da pochi anni dopo essere stato chiuso per restauri per mezzo secolo. Non manca poi l’ambientazione di una parte importante del romanzo sui Monti Sibillini, con le loro leggende e i loro antri magici, ma soprattutto con un territorio fatto di piccoli borghi, purtroppo ultimamente messi a dura prova dal terremoto. Con una scrittura scorrevole ed estremamente piacevole da leggere, la Mazzocchi si sta già interrogando sulla Sibilla che sarà la protagonista del terzo romanzo della serie.



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