Sinfonia Dark

Sinfonia Dark

Il fiume di notte può essere un luogo pericoloso. Soprattutto nella zona delle lanterne. Gli insegnanti di scienze hanno sempre spiegato ai ragazzi che le piccole luci verdi non sono null’altro che fuochi fatui, ma per Noel quel luogo esercitava da sempre un fascino più forte di ogni proibizione, soprattutto la notte di Halloween… Due amici si avventurano a Chinatown la notte non per la solita sete di avventura e bagordi, concerti alcolici e droghe ma semplicemente perché Robert vuole un gelato. Ma a Chinatown, la notte, possono farsi degli strani incontri. Può capitare di incontrare un anziano signore che propone a due giovani inesperti di fare la guardia per qualche ora a un cadavere in obitorio in cambio di qualche decina di dollari. Con quei dollari, pensano gli amici, ci si può comprare del buon whisky e in fondo passare la notte in compagnia di un cadavere non sembra così pericoloso, nonostante quel vecchio abbia uno sguardo che dissimula qualcosa di strano… Sarajevo, 2014. L’arciduca Francesco Ferdinando, insieme alla sua bella moglie Sofia e a un lungo corteo di automobili, sta percorrendo la larga strada e lui non riesce a scrollarsi di dosso l’impressione di essere in pericolo: forse per l’abitacolo sollevato, in balìa della piazza, o per quel caldo che cominciava a fare appassire le rose rosse fra le mani di Sofia… Justin aveva letto Dandelion Wine di Bradbury diciassette volte, e ogni volta detestava arrivare all’ultima pagina della raccolta di racconti. Finirlo lo riportava dalla verde Bisanzio del 1928 alla sua vita attuale, al ricordo della sua solitudine, al momento in cui aveva puntato una pistola sulla testa del compagno di sua madre e bang!, aveva sparato, facendo fuoco una seconda volta per colpire anche sua madre…

Gli undici racconti che compongono la raccolta Sinfonia Dark sono stati scritti da Poppy Z. Brite in diversi momenti della sua carriera, in un arco temporale che va dal 1986 al 2016, un lungo intervallo che dà luogo a una silloge horror dai contorni e dalle tematiche abbastanza varie e vaste, che vanno dalle storie di zombie fino alle classiche ghost stories di ispirazione gotica, fino alle reminiscenze lovecraftiane e ai rituali voodoo. Il percorso personale di Poppy Z. Brite, pseudonimo prima di Melissa Ann Brite e successivamente di Billy Martin quando ha intrapreso il percorso transgender (in realtà fin da quando era anche fisicamente donna ha sempre preferito identificarsi con pronomi maschili), è interessante per capire la poetica dell’autore, che mescola una scrittura votata all’orrore con incursioni erotiche ed esperienze omosessuali. L’ambientazione prevalente è cittadina e notturna, ma non disdegna i luoghi solitari e l’odore della terra. La sua carriera nel mondo della scrittura professionale comincia quando è appena ventenne, nel 1987, quando le sue storie horror, pubblicate per la rivista californiana The Horror Show, vengono notate da Douglas E. Winter, all’epoca biografo di Stephen King, che le commissiona il romanzo che la renderà famosa nella nicchia di appassionati di genere horror: Lost Souls, tradotto in Italia da Bompiani nel 1992 con il titolo di Anime Perse e in ripubblicazione entro il 2019 per Indipendent Legions. Più che la componente horror, abbastanza splatter ma mai intrisa della suspense che tanto affascina gli amanti del genere, in particolare i fans del King come la sottoscritta, il punto di forza della scrittura di Poppy Z. Brite è la padronanza descrittiva delle sensazioni olfattive: leggendo i suoi racconti si sente tutta la gamma di profumi e olezzi che percorrono le storie, una sensazione che non molti scrittori sono in grado di donare ai propri lettori. Proprio per questo motivo consiglio il libro non solo agli appassionati di genere horror ma anche agli aspiranti autori, che troveranno fra le pagine diverse lezioni da tenere a mente nel proprio personale percorso di scrittura.



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