Sirene

Sirene

Inseguendo il tritone Ares, fidanzato secolare di Yara e unico in grado di proseguire la specie, una famiglia di sirene (mamma e tre figlie di varie età, tra cui la promessa sposa) decide di spingersi fino al mondo degli umani, nella città di Napoli. Non è proprio facile spingersi oltre alle abituali sbirciatine che erano solite dare al mondo terrestre, ma forti della loro capacità di imparare al volo ogni cosa e dei loro poteri, escono dall’acqua e cominciano a camminare su un paio di gambe ciascuna, spuntate al posto della loro meravigliosa coda. La mamma aveva fatto le dovute raccomandazioni alle figlie, non ultima quella di non farsi scoprire, cosa possibilissima, perché le sirene erano differenti non solo per la coda, ma anche per lacrime fosforescenti e sangue di colore blu. Camminando per la strada, tra macchine e motorini che toglievano il respiro per i gas di scarico e producevano un rumore terribile, è proprio Yara che alzando gli occhi scorge il suo fidanzato Ares su un cartellone pubblicitario. Ora si fa chiamare Gegè De Simone ed è un campione dello sport e una stella richiestissima, tanto da essere testimonial anche di una marca di costumi. Per una serie di occasioni fortuite (non ultimi i loro poteri ammaliatori), mettono insieme il loro primo armadio pieno di vestiti (convincendo l’umano del negozio) e soprattutto trovano una casa dove contenere il tutto, casa, proprio di fronte al mare, che poi è quella di Salvatore, i cui ragazzi, durante l’allenamento, colpiscono Yara con un pallone di cuoio, facendola svenire per la strada…

Certo fa un po’ strano leggere un libro dopo aver seguito la serie televisiva collegata. Di solito avviene il contrario, ma Monica Rametta è un’autrice televisiva e questa fiction l’ha scritta insieme a Ivan Cotroneo per Rai Uno. Si resta così un po’ condizionati dalle immagini viste in televisione e non ci viene permesso di fare quel bel volo di fantasia che pure una figura come la sirena meriterebbe. Figuriamoci, quindi, una famiglia di sirene, che qui ci vengono proposte con i loro usi e costumi e con i loro tritoni, senza i quali non possono perpetrare la specie e con la giusta ritrosia nel vedere gli umani che mangiano pesce. Anche perché, diciamoci la verità, è dai tempi in cui ci hanno raccontato della Sirenetta di Hans Christian Andersen che ci immaginiamo queste donne bellissime, con la bellissima coda di pesce coperta di squame opalescenti, che riescono comunque, dopo lunghe soste pensierose sugli scogli, a “tirar fuori un bel paio di gambe” e sposarsi il principe di turno. Fanno parte del nostro immaginario collettivo, tanto che una delle tante bufale che sono girate nei social, andata per la maggiore, ha proposto proprio un essere metà donna e metà pesce, ritrovato nella spiaggia di non so dove, con l’intento di farci credere che le sirene esistono davvero! Quelle televisive non incantano con la loro voce, come facevano quelle di Ulisse, ma di certo riescono comunque a far quello che vogliono, semplicemente simulando con le mani il muoversi sinuoso delle loro code!



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