Sogni all'alba del Ciclista Urbano

Sogni all'alba del Ciclista Urbano
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Porto Alegre, in Brasile, è attraversato da un essere dalla forza incredibile, in grado di superare in sella alla sua bicicletta punti critici estremamente pericolosi come discese ripidissime, radici di alberi, macchine in uscita da garage, curve a novanta gradi: è il Ciclista Urbano, un ragazzino di dieci anni che porta sul suo corpo come prova evidente delle sue avventure cicatrici di ogni forma e grandezza. Con il suo gruppo di amici sfida ogni giorno la grande discesa di Downhill. Niente gli fa paura, nemmeno il famigerato Bonobo, un bullo della sua età ma grosso il doppio di lui, che adesso lo guarda in cagnesco perché lo ha appena fatto cadere durante un partita di calcetto. Come non sembra aver paura l'uomo che si sta apprestando a scalare il Cerro Bonete, una vetta che ancora nessuno ha mai osato sfidare. Trent'anni, di professione chirurgo plastico, questa mattina se n'è andato da casa lasciando la sua piccola bambina e sua moglie a dormire nel letto. Lo ha fatto senza far rumore, quasi per farle un dispetto e non salutarla prima di uscire, visto che lei pensa che lui sia uno sprovveduto a partire per un'impresa così rischiosa. Adesso sta guidando verso casa di Renan, il suo amico con il quale deve partire, ma all'incrocio per raggiungere il suo compagno di viaggio non gira e tira dritto...
Uno affronta le discese a tutta velocità in sella alla sua bicicletta; l'altro procede in salita e scala le montagne con lentezza e caparbietà. Uno ha dieci anni e tutta una vita davanti; l'altro ne ha trenta e qualcosa nel suo passato ha fatto cambiare direzione alla sua vita. Daniel Galera, scrittore brasiliano, classe 1979, scrive un romanzo di formazione a due voci, col piglio tipico della letteratura sudamericana. L'autore racconta le vicende del piccolo ciclista urbano e del grande scalatore di montagne con una terza persona di volta in volta aderente ai personaggi. Per il bambino il ritmo è più veloce e trasognato, le strade e le zone della città di Porto Alegre acquistano, agli occhi dell'intrepido biciclettaro, una grandezza mitica e i pericoli e le avventure diventano epiche. Invece al personaggio adulto il narratore si  accosta con toni più riflessivi e aperture liriche legate al mondo dell'infanzia. Però in tutte e due le parti si percepisce la leggerezza di una narrazione legata al mondo della fanciullezza passata e in divenire. Quello del bambino è un viaggio lungo perché, si sa, a quell'età il tempo corre veloce e il racconto abbraccia molti anni. Vediamo il ciclista urbano crescere e tramutarsi da bambino ad adolescente. Il viaggio dell'uomo si svolge tutto nell'arco di due ore (ogni capitolo un'ora diversa). Un tempo breve ma che permette al trentenne chirurgo di riandare indietro con gli anni e ridiscendere a valle per scalare una montagna tutta interiore che non aveva mai avuto il coraggio di affrontare. Due storie, destinate a incrociarsi, legate strette da un filo invisibile. D'altra parte il bello di Sogni all'alba del Ciclista Urbano è che non cade in facili simbolismi e lirismi stucchevoli, e la magia sta tutta dietro la forza del racconto. La struttura del libro è perfetta, le salite si susseguono alle discese e il letture le percorre senza fatica, pedalata dopo pedalata, in una corsa veloce ed emozionante spinto sola dalla forza dei personaggi e della narrazione.

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