Sogni infranti di stelle

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Sveva e Massimo sono una giovane coppia che si appresta a vivere insieme e per farlo nel migliore dei modi bisogna dotarsi di alcuni indispensabili oggetti: primo tra tutti un letto e Sveva ha trovato il migliore dei letti possibili, un Luigi Filippo datato 1845, nel quale ha riposato niente meno che Giuseppe Garibaldi ferito! E, se Massimo reagisce inizialmente un po’ schifato alla notizia che il pezzo di arredamento conserva tracce di sangue dell’Eroe dei due Mondi, ben presto i bollenti spiriti hanno la meglio e il letto diventa testimone della più focosa delle inaugurazioni. Non si tratta, però, di un testimone muto, anzi, tutt’altro! È una suppellettile che non accetta di farsi zittire quella su cui giacciono Sveva e Massimo per tutti gli anni del loro matrimonio e che, tanto meno, rinuncia a dire la propria, raccontando le ferite, le gioie, i dolori, gli amplessi che hanno avuto luogo tra le sue coltri. Luigi Filippo mescola dunque i propri pensieri, le salaci cronache del passato, alle faccende e alle ambasce quotidiane dei suoi occupanti attuali…

Luigi Filippo è il narratore e l’anima stessa dell’originalissimo seppur breve racconto imbastito da Andrea Falchi, giovane scrittore pisano che avevamo conosciuto e intervistato come autore di gialli e che conferma il suo talento con Sogni infranti di stelle, che nonostante la brevità potremmo definire una storia dell’Amore e delle sue capricciose forme. Come dice il protagonista, “l’amore è l’eccezione al principio di indeterminazione della felicità” e Falchi è molto bravo a ribadire le peculiarità delle relazioni tra i protagonisti e delle loro varie evoluzioni ed involuzioni, alternandole alle memorie del passato conservate dal vecchio mobile, attraverso le quali fa rivivere i brevi fasti vissuti da una piccola città di provincia come Pisa durante il secolo degli entusiasmi patriottici e delle tensioni romantiche. Andrea Falchi ci regala dunque un piccolo gioiello, la cui brillantezza deriva tanto dai dialoghi tra i protagonisti quanto dall’originalissimo io narrante che arricchisce con le proprie gustose osservazioni e memorie la cronaca della vita quotidiana degli uomini e delle donne che su di esso hanno giaciuto; un approccio originale e divertente all’eterna guerra tra i sessi.



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