Solo i malati guariscono

Solo i malati guariscono

Il cammino spirituale è un’impresa difficile, perché rischia di inaridirsi nelle sabbie mobili delle dottrine. Il credente può, di fatto, diventare dipendente dal semplice annuncio compiuto dall’autorità del messaggio. Ma il messaggio è, al netto della verità, vita. E la vita è il terreno dal quale sgorga la fonte della spiritualità. Lo sguardo spirituale restituisce l’immagine autentica della Bibbia. La Bibbia è cosa diversa dal regno delle certezze della matematica o della storia romanzata. La Bibbia non è un pronto soccorso, un libro di istruzioni oppure un ricettario asettico per l’esistenza. Piuttosto, essa è parola vivente che riassume il vissuto di tutti e la chiave che apre questo regno universale è Gesù Cristo. La stessa profezia non coincide con la pratica divinatoria nei sui risvolti stregoneschi, ma la consapevolezza di una missione che matura nella lettura profonda e impegnata del presente per poi proiettarsi nel futuro. Così come anche amare, in definitiva, significa restare nonostante tutto…

È curioso come l’intellighenzia cattolica riesca a esprimere il meglio di sé non nelle alte sfere cardinalizie, bensì nella saggistica accademica militante ma dichiaratamente votata all’agone dell’evangelizzazione. Don Luigi Maria Epicoco tenta di prendere per le corna il “toro del dubbio”, che non è prerogativa solo degli agnostici ma anche di molti credenti esposti alla pigrizia spirituale, sfoggiando doti di eccellente divulgatore delle sacre scritture, pregevolmente calate nella quotidianità delle situazioni. Il pregio più evidente di questo saggio è l’elusione della riduzione psicologistica del messaggio religioso, conservandone l’originalità e intrecciandolo poi col vissuto concreto, con uno stile in cui riecheggia la stringatezza del Qoelet e l’incisività delle analisi del grande monaco benedettino Anselm Grün.



 

 

 
 
 
 

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