Sono come lei

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Elizabeth Bernard spera che sua nonna Lotte si rimetta presto. Nella sala d’attesa dell’ospedale ripensa a quando le avevano diagnosticato un tumore. Un tumore sul suo splendido candido viso. Lotte era stata capace solo di sottolineare quanto orribili fossero i jeans che indossava sua figlia Greta. Praticamente pronta per un rodeo. Contrariamente ad Elizabeth: lei sì, che aveva stile ed eleganza! Ma Greta ed Elizabeth sono la sua famiglia. E Greta vive per sua figlia e per sua madre. Adesso che lei è malata, sente il legame ancora più forte. Lotte le assorbe molto tempo e molta energia. Energia che deve distribuire anche tra marito e lavoro. Dietro l’angolo, però, anche per lei, c’è una nuova dura battaglia da affrontare: tumore maligno allo stadio C. Greta è esausta ma per Elizabeth e per suo nipote Harry c’è sempre. Ancora di più ora che la figlia è costretta a dividersi tra New York e Los Angeles. A Larry Volfmann, il capo della Pole Star Pictures, infatti, ha colpito da un articolo di Elizabeth su Flaubert: non si sarebbe mai aspettata di essere convocata per questo né tantomeno di trovarsi di fronte ad un uomo che, pare, conosca molto bene l’argomento. Una sceneggiatura per un film su Emma Bovary. Un film fresco e affatto scontato. Nulla di già visto né di retorico. Una bella sfida, insomma. Ma Elizabeth, anche questa volta dice si per non dire di no…

Un romanzo sulla malattia? Una storia tutta al femminile? La narrazione di rapporti familiari? Sono come lei è l’insieme di tutto questo: tre donne profondamente legate tra loro (soprattutto dalla malattia che non dà tregua a nessuna di loro), relazioni coniugali e tradimenti (esattamente come nella vita dell’eroina di Flaubert), lo speciale rapporto tra madre e figlia (fatto di scaramucce e di gesti protettivi), le paure ed il coraggio per affrontare la sfida di un tumore. Anche nello stile si ritrova la stessa varietà: sensibilità femminile e ironia, comicità e tragedia, profondità e leggerezza, eleganza e superficialità. Un romanzo ricco. Troppo. Una pienezza che, a tratti, disorienta il lettore. E una rischiosa scommessa con un pilastro della letteratura mondiale. Cathleen Schine, resa famosa dal successo di Lettera d’amore, mantiene la sua capacità di analisi della sensibilità femminile e quel suo tono tipicamente canzonatorio, ma non convince pienamente. La promessa contenuta nel titolo, infatti, viene solo in parte mantenuta: l’immagine retorica di Emma Bovary diventa moderna ma non pienamente rappresentata dalle vicissitudini di Elizabeth, la protagonista che l’autrice vorrebbe diventasse un’eroina contemporanea. Il modello scelto a riferimento, però, bisogna dirlo, è alquanto difficile da emulare.

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