Sono contrario alle emozioni

Sono contrario alle emozioni

Vincenzo Malinconico, l’avvocato di Napoli con lo studio arredato Ikea, dopo essere stato lasciato nell’ordine da sua moglie Nives, dalla più bella del tribunale (Alessandra Persiano) e dall’ultima donna di cui dice di essersi innamorato, incontrata in un aeroporto, finisce dallo psicologo. Il fatto è che non lo sopporta proprio Mr Wolf, come lo ha ribattezzato, e quel suo voler trovare “problematico” qualsiasi cosa lui dica. Ma il fatto è anche che Vincenzo Malinconico un amico a cui raccontare ciò che gli capita non ce l’ha e invece avrebbe proprio bisogno di quello, non di spiegare, non di capire, o analizzare, solo raccontare quello che gli è successo. Ad esempio, lei assomiglia nientemeno che a Emmanuelle Béart, ma si chiama Gigliola, ha una figlia e tutte le mattine, o quasi, va all’aeroporto per cercare un marito. È lì che la incontra Vincenzo, anzi, è lì che Vincenzo viene abbordato da Gigliola, che lo lascia non appena capisce che non è lui l’uomo che sta cercando, così come non è lei la donna per la quale Malinconico è finito dallo psicologo. Tra l’esegesi di una canzone di Peppino di Capri, le sedute del mercoledì dallo psicoterapeuta, la rielaborazione del mito di Raffaella Carrà, e altre inesauribili digressioni arriviamo alla fine di questo romanzo e Vincenzo Malinconico non ci ha svelato una benemerita ceppa. A noi e all’analista…

Diego De Silva, con il terzo libro dedicato al suo avvocato d’insuccesso, ha deciso di lanciare il cuore al di là degli ostacoli e una sfida al lettore. Chi prenderà in mano questo libro pensando di trovarsi di fronte all’ennesima disavventura di Malinconico si troverà invece a sfogliare pagine spezzate, come se gli fosse stata data all’improvviso la possibilità di accedere alla cartella del desktop “Varie” del suo pc: dentro ci troverà pagine sparse da leggere un po’ come vuole, materiale post-moderno (Tarantino, Sharon Stone, la Carrà) mischiato alle merendine del passato (il "Carrarmato" Perugina e l’immancabile "Girella"). Ma in Sono contrario alle emozioni non troveremo una successione di eventi che accadono. O meglio. Ciò che accade è la sofferenza, la depressione, l’annaspare per sfuggire al dolore lanciandosi (sempre di Malinconico stiamo parlando) niente di meno che nello studio critico di "Rumore" di Raffaella Carrà, a riconferma che il disagio di questo personaggio è direttamente proporzionale al suo rimuginare. “Io rimugino tantissimo. Quando cammino. Quando lavoro. Quando mi diverto. Quando mi compiango. Quando faccio l'amore. Soprattutto quando non lo faccio.”(cit. Mia suocera beve).

Leggi l'intervista a Diego De Silva



 

 

 

 
 
 
 

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