S.O.S. amore

S.O.S. amore
Chiara ha 35 anni, vive in una casa in affitto con sua sorella Sara, fa la segretaria in uno studio legale ed è l’amante del suo capo, Andrea, avvocato milanese. Lui da ormai due anni le giura che lascerà la moglie per lei, ma intanto vanno avanti a sveltine nell’ufficio e incontri da fuggiaschi rigorosamente fuori Milano. Andrea è solamente l’ultimo di una serie lunghissima di uomini sbagliati: dal fidanzato storico che voleva farsi prete e odiava il padre che poco prima di sposarla è scappato con un’altra donna, al fidanzato che lei scopre essere gay durante una vacanza all’estero. Ad essere sinceri però il primo uomo che ha abbandonato Chiara è stato il padre: un bel giorno ha deciso di andarsene definitivamente di casa e poco dopo ha sfrattato lei, Sara e loro madre dalla casa di Via Tolstoj per darla alla sua compagna tedesca che aspettava una bambina, Gaia Luna. E poi è fuggito a Cuba per far fortuna. Sara non glielo ha perdonato e quindi ha deciso di interrompere ogni rapporto con lui. Chiara, invece, ha continuato a sentirlo di tanto in tanto. La madre, invece, ormai da anni, opprime entrambe con i suoi attacchi di panico. Questo sfondo da favola non fa altro che convincere Chiara a recarsi da uno psicoterapeuta, al quale fin dall’inizio non chiede altro che “qualcuno si innamori di lei”. Quando Andrea decide di portare Chiara a Portofino per il weekend, lei inizia a credere che veramente lascerà la moglie. Ma proprio l’indomani, mentre Andrea è ad un congresso e Chiara sta facendo un bagno, una donna entra nella camera dell’albergo cercando il suo “amore” per fargli una sorpresa… Basta! Chiara fugge in treno - incazzata e disperata - direzione Milano. Davanti a lei, un ragazzo, Riccardo, tenta disperatamente di chiamare la sua ragazza che lo ha appena mollato. La disperazione che li accomuna in quel momento fa loro scambiare quattro chiacchiere e nasce subito un acceso confronto che ha come tema – guarda caso – l’amore. Quando Riccardo scende dal treno, lascia il suo cellulare sul sedile e per riconsegnarglielo Chiara dovrà incontrarlo di nuovo…
Ci sono tanti modi per raccontare una trama, ma se pensate che in questo riassunto vi sia stato praticamente raccontato tutto vi state sbagliando, perché questo non è che l’inizio di un romanzo strapieno di divertenti colpi di scena. Sara e Chiara vedono la vita in maniera completamente opposta: determinata e dura l’una, sognatrice e romantica l’altra, ma alla fine sono complementari e l’una non potrebbe esistere senza l’altra. Ciò che emerge da S.O.S. amore è il contrasto dei sentimenti e degli stati d’animo che travolgono ogni personaggio, non solo quelli femminili: laddove c’è un uomo che scappa c’è una donna che insegue, ma anche viceversa. È il tono a tratti leggero, a tratti ironico, a tratti serio che contraddistingue Federica Bosco che ci narra tutto ciò che può esserci nella vita di una donna, attraverso le sedute dal Dott. Folli, l’analista: amore, lavoro, amicizia, famiglia e malattia fino alla consapevolezza che  oggi siamo quelli che siamo, per ciò che siamo stati ieri, ma si può cambiare. Questo libro è soprattutto per chi pensa che i romanzi chick-lit siano letture spensierate: non c’è risata che poi non faccia scatenare un pensiero… un po’ più serio. Se poi qualcuno si dovesse trovare nella stessa situazione di Chiara e stesse pensando di recarsi da un analista, magari leggendo il libro riesce a risparmiare un po’ di soldi. E ricordatevi che è proprio quando arriverete a pochi passi dalla fine e penserete: “Ok, ho capito come andrà a finire.” che dovrete aspettare ancora qualche pagina per (forse) essere smentiti. Altrimenti che gusto ci sarebbe?

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER