Sostiene Pereira

Sostiene Pereira
25 luglio 1938. Una magnifica giornata d'estate, una Lisbona sfavillante. Pereira, ex giornalista di cronaca nera che ora gestisce la pagina culturale del “Lisboa”, una mediocre rivista apolitica e indipendente del pomeriggio, si mette a riflettere sulla morte. Sostiene. E, per puro caso, si imbatte in un articolo scritto da Monteiro Rossi che riguarda proprio la morte. Gli telefona, sostiene, per proporgli di diventare un collaboratore esterno per scrivere necrologi anticipati di scrittori famosi e importanti. I due si incontrano a Placa de Alegria, quel giorno stesso, per parlarne a quattrocchi, sostiene Pereira. È l'inizio di un rapporto complicato e indescrivibile... 
Antonio Tabucchi, una delle voci più interessanti della letteratura italiana contemporanea, ha una scrittura magistralmente semplice e nel suo racconto, mai noioso e mai irritante nonostante i tormentoni “sostiene Pereira” e “Pereira sostiene”, ci conduce in una afosa Lisbona, durante i bruschi anni della dittatura di Salazar in cui la libertà è messa a tacere attraverso una severa censura. Il protagonista è Pereira, un uomo che vive una solitudine immensa e opprimente. Ha pochi amici, parla ad alta voce con il ritratto della moglie morta qualche anno prima e le sue giornate trascorrono metodicamente tra letture, stesure di articoli, traduzioni, limonate zuccherate e omelette speziate. Un uomo tranquillo che vive senza amore, senza passioni e senza cedimenti morali che si ritrova, suo malgrado e senza accorgersene, ad aiutare una coppia di giovani a scappare dalla capitale portoghese oppressa dal governo di Salazar. Monteiro Rossi è al contrario un ragazzo sveglio, squattrinato ma pieno di sogni, un giovane antifascista italiano che “ha in testa la politica e ogni necrologio lo fa con una visione politica” e che si mette in pericolo, insieme alla sua ragazza Marta, per lottare contro il regime. L'incontro con Monteiro sconvolgerà la vita del protagonista e della sua anima che subirà un mutamento: comincerà a rifiutare la menzogna fascista e a rivendicare il valore della vita contro quello della morte esaltato dal fascismo. Pereira, attraverso un rinnovamento del suo io interiore che diventerà egemone nella “confederazione delle anime”, troverà il coraggio di reagire, di prendere coscienza, di denunciare il malfatto bypassando la censura, aprirà gli occhi e si renderà conto che lo sfondo fascista, che permea tutti i paesi tra le due guerre mondiali, influisce anche sulla sua sfera personale, sulla sua dignità. Narrato da una voce esterna che registra e scandisce ciò che Pereira dice e sostiene, come se fosse un interrogatorio, il racconto è scandito da suggestivi effetti di ripetizione che sottolineano la necessità di denuncia, di testimonianza, come annunciato già nel sottotitolo.

 

 

 
 
 
 
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