Sotto altre lune e altri venti

Sotto altre lune e altri venti
Una discesa sotterranea nelle viscere dell’Andalusia, estrema regione meridionale della penisola iberica, alla ricerca delle sue verità originarie e alla riscoperta della sua cultura musicale e poetica, che hanno permeato in maniera significativa l’intera civiltà spagnola. La celebrazione dell’importanza storica e artistica del primitivo canto andaluso, denominato “cante jondo” (canto profondo), vera e propria anima musicale del popolo andaluso, le cui radici affondano nell’antica tradizione medievale. La valorizzazione di una delle maggiori espressioni della creatività artistica popolare, dove la profonda componente intimistica trova adeguata scansione nel ritmo lento e disteso della sua intensa espressione lirica. La contrapposizione con il “cante flamenco”, la cui intonazione, al contrario, è caratterizzata da un’esteriorità folkloristica che viene percepita, di fatto, come una componente degenerativa dell’arte gitana. La restituzione di un’umanità alle credenze e alle ragioni primordiali della vita, l’innalzamento della sofferenza a nutrimento indispensabile dell’espressività creativa in un paese in cui la morte, oltre a essere costante tematica nell’arte, è anche rito nazionale celebrato per mezzo della corrida… 
Docente di Letteratura Spagnola presso l’Università IULM di Milano, Maria Cristina Assumma negli ultimi anni ha dedicato numerosi studi e pubblicazioni all’analisi del rapporto tra oralità e scrittura nell’opera poetica e teatrale di Federico Garcia Lorca. Nasce così Sotto altre lune e altri venti, una raccolta davvero preziosa e suggestiva delle conferenze musicologiche del grande poeta andaluso, che ora la Nova Delphi propone per la prima volta nella sua versione integrale. Da lei stessa curatto, ottimamente introdotto e annotato, il volume illumina magnificamente gusti e cultura di Garcia Lorca e consente di comprendere da un nuovo punto di osservazione le radici del grande lirismo della sua poetica. La lettura di queste relazioni è affascinante, non solo dunque per i cultori della tradizione musicale spagnola, ma anche per gli appassionati cultori di poesia, che vi troveranno non pochi elementi di interesse. Tra questi la suggestiva teoria del “duende” (folletto), elemento simbolico - mutuato dall’immaginario popolare – che presiede alla creazione artistica. Leggetelo.

 
 

 

 

 
 
 
 
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