Sotto due bandiere

Sotto due bandiere. Lotta di liberazione etiopica e resistenza italiana in Africa Orientale

Maggio 1936. Le truppe italiane sfilano per le strade della capitale dell’Etiopia, Addis Abeba. Il Re Vittorio Emanuele III proclama solennemente l’Impero, Mussolini esulta e con lui l’opinione pubblica. Nessuno in Italia però immagina che appena un terzo del territorio etiopico è sotto il controllo delle armate fasciste e soprattutto che decine di migliaia di ribelli stanno per dare vita a una guerra partigiana violenta e sfiancante, che durerà fino alla fine dell’occupazione italiana seguita alla sconfitta di Gondar del novembre 1941. Ritenuta a ragione la prima lotta armata di liberazione del ventesimo secolo, la resistenza etiopica fu segnata da molte atrocità, incerta sin dall’inizio malgrado la differenza di armamenti e facilitata dalle asperità del territorio etiope, e può essere divisa in ben cinque fasi diverse: la prima combattuta dai resti dell’esercito regolare rimasti nelle retrovie, la seconda successiva all’attentato del Maresciallo Graziani del febbraio 1937 e alla susseguente feroce rappresaglia degli italiani, la terza dall’insediamento del Duca d’Aosta allo scoppio della Seconda guerra mondiale, la quarta dal settembre 1939 all’entrata dell’Italia in guerra al fianco del Terzo Reich e la quinta e ultima fino alla riconquista di Addis Abeba. A quel punto iniziava una seconda lotta di resistenza, meno conosciuta e meno estesa ma non meno drammatica: quella dei coloni italiani che non volevano rinunciare al Paese che ormai amavano. In gran parte contrari all’entrata in guerra di Mussolini e fortemente critici nei confronti dell’esercito italiano, la cui resa in Africa giudicavano troppo repentina e disonorevole, centinaia di poliziotti, funzionari, militari e semplici cittadini iniziarono un’attività di sabotaggio e guerriglia che diede del filo da torcere a inglesi ed etiopi…

Quinto volume dedicato da Fabrizio Di Lalla, dirigente sindacale della UIL del pubblico impiego in pensione, alla storia dell’Africa Orientale Italiana (AOI), questo Sotto due bandiere racconta due guerre partigiane combattute su fronti diversi ma negli stessi territori, un caso forse unico nella storia moderna: la lotta di liberazione etiopica e la resistenza italiana. Riguardo alla prima scrive l’autore: “La guerriglia, diffusa in ampi territori e implacabile nel tempo, fu la causa prima del fallimento della colonizzazione demografica, vale a dire il progetto mussoliniano di fare di quelle terre il contenitore del surplus di manodopera esistente in patria. Obiettivo questo che era stato l’elemento fondante del consenso totalitario degli italiani alla guerra d’Etiopia e l’unica possibile giustificazione politica delle enormi spese sostenute per un’impresa coloniale le cui conseguenze negative, peraltro, si sarebbero fatte sentire negli anni a venire”. Molto apprezzabile la chiarezza con cui Di Lalla denuncia le atrocità della repressione italiana e gli errori del regime dell’AOI, ma soprattutto formidabile la sua capacità di raccontare la sorpresa dei coloni italiani, che convinti di essere i protagonisti di una grande opera di civilizzazione e “redenzione di un popolo liberato da istituzioni barbariche”, reagirono con incredulità alla lotta di liberazione etiopica e ai fermenti patriottici indigeni. Come di consueto per questa serie firmata dallo studioso molisano per Solfanelli bello il formato, esauriente l’apparato bibliografico e migliorabile l’apparato iconografico, ricco ma di scarsa qualità grafica.



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